Da inizio anno a ieri, l’indice S&P500 di Wall Street ha registrato una performance positiva del 18,04% (che diventa 19,85% includendo i dividendi) contro l’ 11,14% dell’indice delle Borse europee Eurostoxx 50 (14,94% con le cedole azionarie). E la festa non sembra ancora finita. Soprattutto se si può approfittare di una attività di ricerca indipendente condotta con la buona abitudine di frequentare il management e le fabbriche delle aziende nelle quali si investe o si intende investire.

Una conferma in questo senso arriva da Greg Aldridge, gestore del comparto azionario Global Growth (crescita globale) di M&G, una delle più importanti società di gestione indipendenti a livello internazionale: «Come casa di investimento visitiamo spesso i Paesi che ospitano le società su cui investiamo. Tra questi gli Stati Uniti, dove abbiamo incontrato aziende di diversi settori, tra cui quelle già presenti nel portafoglio del nostro fondo, e alcuni loro concorrenti; e dove abbiamo raccolto idee per investimenti futuri. Nelle nostre visite abbiamo spaziato dallo stabilimento di uno dei più grandi produttori di motori aeronautici del mondo alla piccola società di consulenza, fino ai rivenditori nazionali petroliferi e alle compagnie di telecomunicazione”.

LA “SCOPERTA” DI DOLLAR GENERAL

«Tra le visite più interessanti – racconta Aldridge –  quella al quartier generale di Dollar General, società basata a Nashville, Tennessee. Si tratta di una new entry nel portafoglio del nostro fondo. Un osservatore esterno può pensare che Dollar General sia soltanto uno dei tanti  discount che vendono merce a prezzi stracciati. Lungi dall’essere un distributore al dettaglio di second’ordine, la catena è un’alternativa conveniente che molti americani utilizzano durante i giorni feriali per integrare gli acquisti fatti nei negozi  più grandi e costosi. La nostra visione positiva della società si è rafforzata entrando in contatto con il management e visitando i loro store in loro compagnia, ma anche da soli. Il business si basa sulle persone, e abbiamo toccato con mano come fanno a mantenersi competitivi e quanto investono sul loro personale per migliorarne competenze e tecniche di vendita; cose che di certo non ti aspetti se hai dei preconcetti sui classici discount”.

Quale analista, per quanto bravo, potrebbe mai scoprire e valorizzare queste caratteristiche positive della società lavorando alla sua scrivania soltanto con bilanci e numeri? Dollar general, che ha chiuso ieri a 57,14 dollari a Wall Street, ha un potenziale di rialzo medio, secondo gli analisti che seguono il titolo, del 10,3%. Il prezzo-obiettivo è 63 dollari. Ma c’è anche chi lo ha valutato 69 dollari lo scorso 4 settembre,, come BMO Capital Markets, e chi 67 dollari, come Buckingham Research  il 5 settembre.

DOVE INVESTE IL GESTORE CHE HA FATTO +45% IN 15 MESI

La selezione dei singoli titoli è la strada maestra per garantirsi un extra-rendimento anche nel listino più famoso del mondo. Né è pienamente consapevole anche Ed Cowart, co-gestore del fondo Nordea 1 North American All Cap fund, che dal lancio (30 maggio 2012) al 9 settembre scorso – quindi in copo più di 15 mesi –  ha accumulato una performance del 45,54% contro il 32,40% dell’indice Russell 3000 e il 31,92% dell’S&P 500 (dividendi inclusi). Ma dove punta adesso il gestore? Tra i 10 titoli più importanti in portafoglio, le cui relative quote totalizzano oltre un terzo del totale in gestione, trovano posto sia colossi con oltre 65 miliardi di dollari di capitalizzazione di Borsa come Apple, JPMorganChase, CitigroupHoneywell International e UnionPacific, sia società con meno di 20 miliardi di dollari di valore di Borsa come Applied Materials e Mylan, e anche aziende con meno di 10 miliardi di capitalizzazione come Oceaneering International, Anixter International, e Darling Internationals.

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