I venti di crisi in Argentina hanno contagiato ieri anche le Borse europee (molte imprese della penisola iberica hanno forti interessi nel Paese sudamericano). Che cosa succede alla moneta di Buenos Aires? Negli ultimi giorni il peso ha mostrato un forte deprezzamento rispetto al dollaro. Il cambio “ufficiale” tra biglietto verde (USD) e peso argentino (ARS) è arrivato a toccare quota 8, con una crescita rispetto ai valori di inizio settimana del 17%. Da considerare anche la salita del cambio nel mercato parallelo (quello che viene definito mercato “nero” dal governo di Buenos Aires) con il dollaro arrivato a essere scambiato a 13 pesos. Ricordiamo come il governo di Cristina Fernández de Kirchner (nella foto) aveva imposto nel 2011 delle forti restrizioni agli argentini per l’acquisto di dollari in modo da proteggere le riserve in valuta Usa del sistema bancario (la domanda del greenback era salita a livelli stratosferici). Tali restrizioni sono diventate ancora più pesanti nel luglio 2012. Si è cosi’ sviluppato un mercato parallelo, dove è possibile trovare dollari statunitensi – definito dollaro blu - a valori, ovviamente, più alti del cambio ufficiale. Per gli argentini è quello il vero cambio.

CADE IL GOVERNO DI CRISTINA KIRCHNER?

Giovedì scorso il capo del gabinetto Jorge Capitanich, in una conferenza stampa assieme al Ministro dell’Economia Axel Kicillof, ha dichiarato l’intenzione di togliere alle persone fisiche (ma non alle imprese) le limitazioni alla richiesta di dollari da lunedì prossimo. I cittadini argentini dovranno comunque fare domanda per acquistare moneta statunitense e tale richiesta potrebbe anche non essere esaudita. Molti argentini credono ormai che la Kirchner dopo il rimpasto governativo dello scorso novembre stia provando a giocarsi le ultime carte a disposizione. Riteniamo che il governo della Kirchner non sia mai stato così vicino a una possibile caduta che a nostro avviso potrebbe essere una soluzione per rilanciare le attività economiche nel Paese sudamericano e farlo uscire dall’ennesima crisi finanziaria.

Il nostro consiglio è comunque  di evitare al momento qualsiasi investimento in Argentina e soprattutto in valuta locale.

photo credit: ¡Que comunismo! via photopin cc

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