L’attestato di certificazione energetica (ACE) non esiste più. Nessuno ne sente certo la mancanza, visto che si trattava di un inutile documento che si aggiungeva ai tanti i necessari per ogni attività legata al settore immobiliare. Se l’ACE non c’è più, è arrivato però – a sostituirlo – l’APE (attestato di prestazione energetica). Ormai da alcuni mesi la notizia circola sui siti specialistici. Quello che non si dice riguarda però l’obbligatorietà della sua presenza in tutti gli atti di vendita e affitto di immobili a partire dal 4 agosto scorso. L’effetto? Un mercato già cadaverico ha avuto un’ulteriore iniezione letale. Ed è la dimostrazione che chi legifera, chiuso nei palazzi di un potere autoreferenziale, non conosce la realtà del Paese.

Si arriva così al parossismo che, se un annuncio di vendita viene pubblicizzato senza l’attestato di prestazione energetica, può scattare una multa da 500 a 4200 euro. Ancora peggio. Se manca l’Ape – come sta succedendo in questa fase di rodaggio – tutti i contratti, anche quelli già stipulati dal 4 agosto, sono nulli. Con effetti nefasti per venditori e acquirenti di case, necessità di nuovi rogiti e inevitabili costi aggiuntivi, alla faccia degli italiani onesti. Intanto le vetrine delle agenzie si svuotano di offerte e i siti Internet pubblicano gli annunci con mille difficoltà.

In qualunque Paese serio si sarebbe dato un intervallo di alcuni mesi per aggiornare il contesto operativo a una norma così decisiva per le transazioni commerciali. Ciò non è avvenuto in Italia. Così ora i tecnici specializzati redigeranno l’APE e lo consegneranno ai malcapitati cittadini, rei di aver venduto o affittato casa nel mese di agosto.

CHE COSA PREVEDE 

Cosa prevede l’APE? E’ obbligatoria la sua presentazione per tutti i contratti di vendita e affitto, per i relativi annunci e dopo l’esecuzione di lavori di nuova costruzione o di ristrutturazione. Il decreto 63/2013, che l’ha introdotto, stabilisce per l’APE una durata massima di 10 anni e l’obbligo di aggiornarlo in caso di interventi di ristrutturazione e riqualificazione che modifichino la classe energetica dell’edificio o dell’unità immobiliare.

L’Ape è redatto da un certificatore energetico accreditato e si stima che possa costare da 140 a oltre 300 euro, a seconda della città e dell’immobile.

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