Hanno sofferto tanto, ma stanno riprendendo fiato sull’euro, grazie a due fattori congiunti, la debolezza strutturale della moneta europea e i segnali positivi di alcune positive delle rispettive economie: quattro monete emergenti danno da qualche mese non poche soddisfazioni a chi abbia investito sui massimi della loro fase depressiva, originata – soprattutto nel 2013 – dal timore che la crisi dell’economia mondiale potesse incidere pesantemente sulla tenuta di quei Paesi.

RUPIA INDIANA -  Dall’inizio dell’anno la rupia si è rafforzata molto, passando da un rapporto di cambio contro euro di 86 a 77. E pensare che in pochi scommettevano su un simile rimbalzo! Ma i risultati delle elezioni e la politica riformista del nuovo primo ministro Narendra Modi stanno dando un impulso rilevante al Paese. Ci sono ancora margini di crescita e l’obiettivo delle 70 rupie contro euro appare ipotizzabile nel medio termine. Occorre ricordare che si può investire anche su questa valuta, come per tutte le altre prese in considerazione, mediante obbligazioni emesse da organizzazioni internazionali e quotate su Borse sia italiane sia estere.

LIRA TURCA - Nonostante la difficile situazione in Medio Oriente e la guerra ai propri confini, la valuta di Ankara sta lentamente rafforzandosi. Da inizio anno è passata da 3,188 (24 gennaio) agli attuali 2,77 contro euro e i margini di ulteriore consolidamento appaiono interessanti, sebbene ci sia un elemento preoccupante: l’inflazione galoppa e ha quasi raggiunto il 9% annuo. I tassi all’8,25% sono fra i più elevati nel contesto internazionale e aggravati da una bilancia commerciale in negativo. La valuta turca va quindi cavalcata più con una strategia di breve periodo che con un piano di lungo termine e il suo rafforzamento dipende in parte dall’indebolimento dell’euro rispetto alla maggior parte delle valute sia cosiddette forti sia emergenti.

PESO MESSICANO - Anche in questo caso si è assistito a un rafforzamento sull’euro, abbastanza accentuato, che potrebbe proseguire nei prossimi mesi, perché l’economia nazionale continua a migliorare, con il Pil al +2,2% e la disoccupazione al 4,8%. I fondamentali sono positivi, in parte per merito del traino statunitense. Attualmente la valuta gira poco sopra i 17 contro euro e un ritorno sotto il livello dei 16 è possibile, sebbene con un trend lento e progressivo.

RAND SUDAFRICANO - Questa valuta molto cara agli investitori italiani, poiché i bond espressi in rand garantiscono rendimenti elevati, si è rafforzata sull’euro da inizio anno, ma presenta un quadro delicato. I fondamentali dell’economia sudafricana non brillano di certo: inflazione al 6%, disoccupazione al 25,4% e bilancia commerciale con il segno meno pesano sugli equilibri valutari e pertanto il rimbalzino del rand dipende soprattutto dalla debolezza dell’euro. Potrebbe proseguire, pur con margini piuttosto modesti.

IL CONSIGLIO: attenzione, alcune valute hanno reali presupposti per crescere ancora sull’euro, altre invece cominciano a sentire un po’ di fiato corto. Eppure è proprio dal comparto delle obbligazioni in divise emergenti che potrebbero giungere ottime performance nei prossimi due/tre anni.

Leggi anche: Mercati emergenti: la classifica dei migliori fondi obbligazionari in valuta locale

Leggi anche: Dollaro, euro e le altre: come muoversi sul fronte delle valute: su quali investire e quali evitare

photo credit: DennisSylvesterHurd via photopin cc