Si allentano le pressioni ribassiste sul rublo russo dopo che ieri mattina, venerdì 8 agosto, la divisa russa si è deprezzata notevolmente in scia all’intensificarsi delle tensioni in Ucraina (nella foto Putin e Obama). Il cambio Usd/Rub è così tornato sotto quota 36,50, dopo aver toccato 36,85, non molto distante dai massimi storici segnati a marzo scorso, a quota 37. Il livello di guardia rimane alto, soprattutto alla luce delle sanzioni annunciate da Mosca sulle limitazioni all’importazione di prodotti agroalimentari provenienti dai Paesi occidentali e il dispiegamento di uomini e mezzi lungo il confine con l’Ucraina.

Sebbene una “guerra di sanzioni” possa apparire meno dolorosa rispetto a un conflitto armato vero e proprio, in realtà i danni economici potrebbero essere non meno importanti. Crediamo che la “guerra delle sanzioni” tra Russia e Occidente possa essere interpretata come un estremo tentativo di evitare un conflitto armato, dannoso per tutti.

Il violento deprezzamento del rublo partito nelle ultime settimane riflette proprio questi timori. Il cambio Usd/Rub è passato da quota 34 a 37 in maniera violenta. Ci aspettiamo che i massimi storici a 37 potrebbero essere violati facilmente se dovesse scoppiare il conflitto a fuoco, con il cambio che potrebbe arrivare anche a quota 40.”

Vincenzo Longo – market strategist IG Italia

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