Se avete in mente di andare a fare una vacanza a Londra, potreste aver perso l’attimo giusto. Almeno per il budget. L’apprezzamento della sterlina degli ultimi mesi verso le principali valute mondiali, in modo particolare verso l’euro, ha infatti già reso più costosi i soggiorni nella City;  e il cambio potrebbe ancora peggiorare.

L’attesa che le politiche monetarie delle due Banche centrali, Banca d’Inghilterra e BCE, vadano nella direzione opposta, dovrebbe continuare a penalizzare il cambio tra euro e sterlina.

Alla luce dei vistosi miglioramenti mostrati dall’economia britannica, la Bank of England è pronta a rialzare i tassi di interesse, come ha reso noto di recente il numero uno dell’Istituto, Mark Carney.

In Europa, d’altro canto, la disoccupazione ancorata su massimi storici, il perdurare della crisi nella periferia dell’eurozona e il rallentamento dell’inflazione hanno aperto uno spiraglio per delle misure più accomodanti da parte della Bce. Nonostante il mix di decisioni varate nel meeting di giugno da Mario Draghi, il mercato si sta creando l’aspettativa di un vero e proprio piano di acquisto di asset (Quantitative Easing) sullo stile stile quello adottato dalla Federal Reserve.

Date queste premesse, ci aspettiamo che l’euro sia destinato a deprezzarsi ancora verso le principali valute mondiali, in particolar modo verso la sterlina. Il cambio Eur/Gbp ha toccato questa settimana i minimi che non si vedevano da novembre 2012, in area 0,7960. Siamo molto lontani da quello 0,98, sfiorato a dicembre 2008, quasi alla pari (un euro valeva praticamente quanto una sterlina).  La tendenza del cambio lo proietta in questo momento verso 0,77 e poi a 0,72, ai livelli minimi di dicembre 2007.

Se avete quindi qualche banconota in sterline nel vostro portafoglio potete temporeggiare prima di cambiarla in Euro, perché tra qualche tempo varrà di più.

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