Da 1,39 dell’8 maggio a 1,35 di oggi. Il dollaro Usa si è rafforzato nei confronti dell’euro, sebbene si tratti di un recupero potenzialmente non definitivo. Senz’altro è ora vicino a resistenze importanti, superate le quali potrebbe proseguire con una marcia più decisa. In una visione di mesi la valuta Usa si è di fatto limitata a movimenti all’interno di una fascia di lateralità, benché da tempo si preveda l’avvio di un consolidamento. Quanto avverrà? Il potere decisionale sta nelle mani delle Banche centrali e soprattutto della Fed americana, decisa a mantenere la competitività dell’export rispetto in particolare alla forza industriale tedesca. Ma un punto di rottura si può prevedere: nel momento in cui a Washington si deciderà di rialzare i tassi di interesse, l’effetto sul dollaro sarà inevitabile e andrà nel senso di un rafforzamento nei confronti dell’euro. Forse pilotato, ma comunque tale.

OCCASIONE DI INVESTIMENTO ANCHE PER I PICCOLI E MEDI RISPARMIATORI

Il piccolo e medio risparmiatore, che spesso opera in un quadro di scarse indicazioni sui trend, può quindi trovare sul cambio euro/dollaro un’area su cui posizionarsi con una certa sicurezza in relazione ai movimenti futuri: un primo ostacolo era collocato a 1,349, valicato nelle ultime ore. Se il superamento sarà confermato nei prossimi giorni, occorrerà monitorare poi i target 1,3465/1,346 e infine 1,343/1,342. Quando saranno stati lasciati alle spalle gli 1,34, si avrà il segnale concreto di una nuova fase nel rapporto fra le due valute, con il dollaro che potrebbe avanzare verso gli 1,30.

COME OPERARE CON GLI STRUMENTI PIU’ SEMPLICI

Chi non è un professionista della finanza e non vuole operare nel complesso settore del Forex o con altri strumenti altamente specialistici, può trarre vantaggio dal rafforzamento del dollaro con modalità semplici. Eccone tre:

Conto corrente in dollari – Basta aprire un conto corrente in dollari (opzione offerta da molte banche e soprattutto da quelle online) e versarvi della liquidità espressa in tale valuta. E’ il modo più semplice di operare. Attenzione però all’aspetto fiscale. Sugli interessi maturati occorre corrispondere il 26%, come per tutti gli altri c/c. Ma attenzione, c’è un limite: la giacenza complessiva non deve superare l’equivalente di 51.645,69 euro per almeno sette giorni lavorativi nel corso dell’anno. Se si va oltre l’utile deve essere indicato nella dichiarazione dei redditi. Nel caso di un conto valutario il profitto consiste nella pura rivalutazione del capitale fra apertura e chiusura (se il dollaro si è apprezzato nei confronti dell’euro,nel nostro caso)

Obbligazioni in valuta – In dollari Usa ce ne sono di tutti i tipi, ma nella fase attuale dei mercati è consigliabile scegliere un’emissione a tasso variabile, perché la Fed alzerà quelli di riferimento nel corso dei prossimi mesi (presumibilmente a metà 2015) e quindi i rendimenti dei bond di tale tipo aumenteranno, mentre le quotazioni di quelli a tasso fisso scenderanno. Data l’incertezza della durata dell’investimento, meglio preferire scadenze medie (almeno tre o quattro anni), il che comporta la possibilità di vendita al momento in cui la plusvalenza riportata sia considerata soddisfacente. Su Borsa Italiana sono quotate alcune obbligazioni di tale tipo, acquistabili senza alcuna difficoltà.

Etc valutario – Si tratta di strumenti poco conosciuti dagli investitori, ma alla Borsa di Milano sono presenti degli Etc sulle valute, anche a leva, cioè che moltiplicano il rendimento di tre volte. Se si vuole operare sulla rivalutazione del dollaro occorre acquistare le versioni Long Usd e Short Eur. L’indice utilizzato rappresenta la posizione di un investitore che ottenga un finanziamento “overnight” in euro (con una posizione ribassista) su cui paga i relativi interessi e che collochi lo stesso importo in un corrispondente deposito “overnight” in Usd (con una posizione rialzista) su cui riceve i corrispondenti interessi. Il capitale impiegato è poi remunerato giornalmente al tasso Eonia-0,5% (non può essere negativo). Il tutto avviene a monte e quindi per l’investitore acquisto e vendita dell’Etc sono le sole operazioni necessarie. Anche con questi strumenti si guadagna se il dollaro sale nel cambio con l’euro.

Un rafforzamento del dollaro si traduce logicamente in un vantaggio anche per i posizionamenti su altri prodotti finanziari espressi nelle valuta americana. Per esempio sulle azioni, ma in questo caso è solo parte della rivalutazione, su cui incide pure il fattore prezzo, che può salire o anche scendere. Meglio astenersi quindi dall’investire sulle valute attraverso strumenti con quotazioni parzialmente slegate dall’andamento dei cambi.

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