Come investire con l’ euro alla pari col franco svizzero e ai minimi  verso il dollaro da dieci anni a questa parte? I motivi del crollo della moneta unica europea sono noti. Si chiamano elezioni in Grecia e Quantitative Easing, il programma di acquisto di titoli di Stato da parte della BCE che Mario Draghi forse annuncerà giovedì 22 gennaio. In molti sostengono che, grazie a tanta debolezza, la nostra economia potrà ripartire, premiata da una migliore concorrenzialità dell’export. In realtà il bilancio fra benefici e vantaggi porta a un possibile pareggio, perché contemporaneamente si aggraverà il costo delle importazioni. Il vero problema è però di altra natura: le svalutazioni competitive delle valute servono laddove c’è un tutt’uno fra economia e politica monetaria della relativa Banca centrale. Non è questo evidentemente il caso dell’Europa, in cui il frazionamento dei sistemi economici è esasperato e conduce a uno scontro fra nazioni con produttività, ricchezze e fiscalità ben diverse.

TUTTO SI DECIDERA’ FRA IL 22 E IL 25 GENNAIO

L’accentuazione del calo dell’euro deve ora trovare una definitiva conferma da quanto uscirà dalla BCE il 22 e dalle urne greche il 25 prossimi, cioè fra pochi giorni. Se il Quantitative Easing fosse solo annunciato nelle intenzioni e non nei fatti e ad Atene non si registrasse un ribaltone politico è possibile un rimbalzo della moneta unica, destinato magari a durare solo qualche giorno o qualche settimana. In caso contrario l’accentuazione al ribasso proseguirebbe, soprattutto sul fronte del dollaro, per poi estendersi ad altre valute. La prudenza è d’obbligo nel brevissimo termine, ma è indiscutibile che se il dollaro continuasse a rafforzarsi di qui a fine settimana il segnale di qualche terremoto su uno o entrambi i fronti troverebbe conferma.

Da lunedì 26 si avrà quindi uno stop o il via libera al colpo finale per l’euro, da sfruttare con tutti gli strumenti finanziari disponibili, ma soprattutto – per il piccolo investitore – con obbligazioni in dollari e con ETF valutari long Usd short euro, anche a leva, quotati alla Borsa di Milano. Maggiore prudenza invece con le Borse, che reagirebbero bene a un Quantitative Easing consistente ma male di fronte a un modesto piano di interventi della Bce e a un rovesciamento governativo ad Atene. Inevitabile anche un rialzo dei titoli di Stato se Draghi annunciasse un loro acquisto su larga scala, sebbene i margini per Btp e colleghi siano oggi assolutamente marginali.

NEL BREVE MEGLIO PUNTARE SU VALUTE ALTERNATIVE

Il vero problema sta nel valutare se la stampa di moneta da parte della Bce, che inevitabilmente diluirebbe il valore dell’euro, riuscirà ad avere effetti concreti sull’economia e soprattutto a risvegliare l’inflazione. Il vero obiettivo è quest’ultimo. Nel caso quindi Eurotower entrasse sui mercati con un intervento massiccio – magari scadenzato su due operazioni diverse – l’opzione titoli inflation linked – cioè indicizzati all’inflazione – potrebbe essere interessante. Oggi quelli di alcuni Paesi europei, come Francia, Spagna e la stessa Italia – appaiono non prezzare un consistente incremento dell’inflazione e ciò è inevitabile in un quadro deflattivo quale l’attuale. Queste sono però alternative di media e lunga scadenza. Adesso bisogna guardare al breve, anzi al brevissimo, e su questo fronte il puntare su valute alternative all’euro è la strategia giusta. Nel prossimo articolo vedremo quando e come e su quali valute investire.

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