C’è una battaglia in atto sul fronte valutario e si svolge fra dollaro Usa e rublo russo. Washington cerca di affondare la divisa di Mosca in vari modi, fra cui quello del calo del prezzo del petrolio è il più evidente (nell’illustrazione i presidenti Barack Obama e Vladimir Putin). Significa infatti meno entrate e quindi riserve per Putin, mentre quest’ultimo dichiara apertamente di voler creare un’alternativa monetaria sul fronte delle commodities energetiche, eleggendo il rublo a tale ruolo, a danno degli States. Un discorso complesso e con prevalenti risvolti politici che interessano poco a chi deve investire. La sintesi del tutto ha tuttavia impatti forti per chi è esposto su una o entrambe valute, soprattutto con obbligazioni nel caso del rublo e anche con altri strumenti finanziari in quello del dollaro.

LA SITUAZIONE ATTUALE E LE POSSIBILI EVOLUZIONI PER LE DUE MONETE

DOLLARO – Il biglietto verde ha interrotto da alcuni giorni il rafforzamento sull’euro (l’analisi tiene conto inevitabilmente della moneta unica europea, con cui opera il risparmiatore italiano), essendo tornato nelle ultime sedute sopra gli 1,27, dopo la precedente discesa fino a 1,25. La pausa era inesorabile dopo cinque mesi di una corsa senza sosta. Nella giornata di oggi è riapparso però sugli 1,26 e gli analisti aspettano ora le reazioni all’avvicinarsi del livello di 1,25, corrispondenti ai minimi toccati a inizio ottobre. Se la barriera fosse forata con forza si aprirebbe fatalmente la strada per una possibile discesa fino a 1,20 Su quale livello entrare: sotto 1,25 contro euro

RUBLO – Il rublo è ai minimi storici, su valori di 54 contro euro che costituiscono una conferma di assoluta debolezza. In questo caso nessuna analisi del passato è possibile, perché la divisa russa non era mai andata in precedenza oltre il muro dei 46 rispetto alla nostra. E’ in un territorio quindi tutto da scoprire, a riprova di una tensione che va ben oltre gli scontri in tema di Ucraina. E’ pur vero che la notizia di un possibile rialzo dei tassi di interesse già domani da parte di Mosca ha fatto correre oggi velocemente il rublo, riportandolo sul livello di 41 contro dollaro e di 53 contro euro. Se l’incremento fosse solo di 50 punti, come si prevede, l’impatto potrebbe risultare modesto. Su quale livello entrare: sotto 50 contro euro

SU QUALE PUNTARE

Il dollaro batte pertanto alla grande il rublo, pur nell’incertezza di una situazione inasprita da fattori del tutto estranei alla sola economia. Per l’investitore si apre la possibilità di puntare più sull’uno o sull’altro? Il dollaro continuerà a rafforzarsi se la Fed avvierà il rialzo dei tassi di interesse, mentre il rublo potrebbe spaccare sia al rialzo sia al ribasso, ma se si indebolisse ulteriormente aprirebbe una prospettiva insana, quella addirittura di un’ipotetica svalutazione. Il biglietto verde rappresenta quindi un rischio medio, mentre quello russo lo porta all’esasperazione, con la possibilità comunque di un’improvvisa violenta inversione, nel caso le tensioni politiche si attenuassero.

RENMINBI CINESE: LA TERZA VIA (PIU’ PRUDENTE)

Fra i due c’è tuttavia il terzo incomodo, inevitabilmente il renminbi cinese, acquistabile o con posizioni direttamente nella valuta (per le poche banche che lo consentono) o con obbligazioni in valuta  – fra cui varie quotate alla Borsa di Francoforte – o con speciali certificati, emessi da alcuni istituti di credito. La valuta di Pechino ha corso indubbiamente tanto rispetto all’euro nell’ultimo anno ed è ai massimi storici. Potrebbe non riservare grandi sorprese positive nel breve e medio termine, ma quasi di sicuro serberà meno volatilità rispetto a dollaro e rublo. In altre parole comincerà a confermare il ruolo di moneta stabile, basata su fondamentali economici da vera leader mondiale qual è la Cina.

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