La reazione è stata pressoché rabbiosa, in particolare per la Borsa di Milano (+3,62% a 20.475 punti). Dopo la giornata tempestosa di ieri, oggi quasi tutte le perdite sono state annullate, sebbene con qualche riassestamento fra i titoli. E la vicenda delle ultime 48 ore va vista come la prima conferma che il 2014 potrebbe essere un anno molto volatile per i listini europei, anche perché la crisi ucraina è tutt’altro che conclusa ( Lo dimostra il fatto che gli investitori stiano proteggendosi con un rientro in forze sul “risk off”, cioè sugli investimenti a basso rischio. Qualche conferma? Il franco svizzero, tornato quasi al cambio di 1,2, il che non accadeva da un anno, il Bund tedesco, il cui future è sempre ai massimi, su quota 145, e l’oro, che ritrova uno smalto imprevisto, sebbene oggi in leggero ribasso.

FRENANO ORO E ARGENTO, MA ACCELERANO I CEREALI

Ancora bene i cerealicoli, dopo l’impennata di ieri, mentre oro e argento hanno tirato il fiato, chiudendo in negativo. Inevitabilmente in calo il petrolio, ma sorprende il gas naturale, che torna a crescere, contrastando i trend delle scorse sedute. La situazione metereologica nord americana resta inclemente ed ecco il motivo di un rimbalzo inatteso.

E SE DALL’UCRAINA RITORNASSE L’INFLAZIONE?

Un timore ha cominciato a circolare fra gli operatori. Si riferisce a una possibile fiammata inflattiva dovuta al rialzo delle materie prime. Le conseguenze delle tensioni in Ucraina – importante produttore di grano e mais – ha già fatto schizzare alcuni prezzi dei cerealicoli ai massimi degli ultimi mesi. Se la produzione in quel Paese ne risentisse negativamente è probabile che l’impatto sarebbe pesante per il settore in Europa, riportando in primo piano un nemico di cui ci eravamo dimenticati: l’inflazione, appunto.

photo credit: saritarobinson via photopin cc