Non solo le Borse dell’Europa occidentale reagiscono positivamente al (momentaneo) calo di tensione fra Russia e Ucraina. Anche quella più interessata, Mosca, dà un colpo di reni. Ieri ha chiuso infatti con un rimbalzo consistente (+5,26% il Micex), che la riporta a 1.356,5 punti, comunque lontano dai 1.448 punti di fine febbraio. Alcuni titoli del listino di Mosca sono semplicemente esplosi al rialzo: per esempio Rosseti OAO (+12,7%), gruppo attivo nel settore elettrico, seguito dalla concorrente E.ON Russia (+8,8%) e dalla leader petrolifera Gazprom (+7,9%). 

PER IL RUBLO IL QUADRO RESTA SUPER NEGATIVO

Nessuna reazione invece per il rublo, letteralmente crollato ai minimi degli ultimi dieci anni. Un ribasso quasi ingiustificato, perché la situazione generale dell’economia russa è abbastanza buona: l’euro si muove rispetto alla moneta moscovita sul filo dei 50 rubli, contro i 40 del 2012. Fino a poche settimane fa la divisa moscovita veniva indicata come una di quelle su cui era consigliabile investire nel 2014, per una debolezza che appariva ingiustificata. I mercati sono più intelligenti degli uomini e hanno continuato a esprimere segnali di vendita. Dimostrando di aver ragione perché la guerra fredda sul rublo sembra destinata a proseguire, se le dichiarazioni distensive della politica moscovita delle ultime ore non hanno dato alcun segno di miglioramento per la valuta. Tutto rimandato a… chissà quando.

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