E’ inutile inseguire i sogni, cioè i mestieri del futuro. Bisogna invece trovare quelli che offrono buona capacità di occupazione già oggi. Ci sono e vanno attentamente valutati dalle tante famiglie italiane costrette ad affrontare il dramma dei figli senza lavoro. Un’indagine effettuata a vari livelli in ambito europeo da diverse organizzazioni specializzate ha messo in luce risultati abbastanza omogenei relativamente alla domanda di impiego nel breve periodo, ovvero nell’arco dei prossimi tre anni.

Si parte da professioni ad alto valore aggiunto per giungere a occupazioni meno prestigiose, ma spesso altrettanto ricercate. Eccole in ordine di importanza per numero di posti offerti.

Servizi a supporto delle medie e grandi aziende – Sul fenomeno della terziarizzazione si discute molto in relazione alla possibilità che si sviluppi o si contragga nel breve e medio termine, complice la crisi dell’economia. Eppure è in tale ambito che si prevede la maggiore crescita occupazionale, ma riferita a settori specifici. Quando si parla di “interinaggio” si intende solitamente – almeno in Italia – il lavoro interinale, che è tutt’altra cosa. Nel contesto internazionale si esprime, con la traduzione di questa brutta parola, il sostegno a medie e grandi aziende con servizi di supporto effettuati da personale esterno, regolarmente contrattualizzato da società create “ad hoc”. Ovvero un outsourcing o terziarizzazione strutturale, già molto spinta per esempio nelle fabbriche automobilistiche. Tre gli ambiti con maggiori prospettive di crescita: sicurezza informatica, protezione e consulenza per brevetti e controlli ambientali sui processi produttivi. Nella classifica redatta a livello europeo è questa la prima voce in assoluto.

Attività “immateriali” – E’ un brutto modo per esprimere tutto quanto ha a che vedere con processi di ricerca e sviluppo da parte delle aziende, in un contesto di idee e progetti destinati a essere poi commercializzati a terzi piuttosto che di beni materiali da produrre. Fondamentale anche l’assistenza a sistemi informatici sempre più complessi e alla gestione delle reti di vario tipo che girano attorno alle aziende. Da solo, il comparto “ricerca & sviluppo” rappresenterà una nuova capacità occupazionale di parecchie decine di migliaia di neo assunti in Europa nei prossimi tre anni.

Servizi alla persona -  Qui la ricerca è di personale meno specialistico. Si riferisce a tutto quanto ha a che vedere con cura del corpo, la salute e soprattutto l’assistenza degli anziani. Il fenomeno delle badanti è infatti destinato a tramontare, sostituito da un’attività più professionale effettuata in strutture costruite specificamente per gli “over 75/80”, come già avviene in vari Paesi d’Europa.

Agroalimentare -  Tutta la filiera è interessata a una maggiore professionalità occupazionale. In particolare si cercano figure destinate all’organizzazione della produzione, al controllo della qualità, alla gestione logistica, al confezionamento e alla ricerca.

Turismo e ristorazione – In questo caso non è la quantità a svolgere un ruolo primario quanto lo sono qualità professionale e specializzazione in settori molto specifici. Cuochi, addetti al ricevimento e barman sono ancora oggi richiesti in Europa. Determinanti si rivelano la conoscenza di varie lingue e precedenti esperienze, anche se per brevi periodi.

Figure molto specializzate -  C’è richiesta nei settori della logistica, della finanza e della grande distribuzione, coinvolti da pesanti ristrutturazioni negli ultimi anni e ora in piena trasformazione. In questi casi le ricerche non citano specifiche figure, poiché ogni azienda ha propri processi formativi e di inquadramento che portano spesso a professioni particolari, attualmente richiestissime.

Settori produttivi – Qui la domanda di nuovo personale è invece marginale. Soltanto farmaceutica, cosmesi e aeronautica esprimono esigenze occupazionali in crescita, ma con numeri limitati rispetto a quanto avviene nei comparti finora citati.

L’Europa sta trasformandosi da potenza industriale in cervello della ricerca e in fornitrice di servizi a valore aggiunto. Ne tengano conto i giovani alla ricerca di un lavoro. Inutile muoversi dove la domanda non c’è. In mondi specifici si cercano braccia e cervelli: è lì che bisogna andare.

ITALIA: LAVORATORI CERCANSI NELLE ATTIVITA’ ARTIGIANE 

Secondo uno studio della Cna, la Confederazione nazionale dell’Artigianato e della Piccola e Media Impresa, è proprio in tale ambito che si registra una disperata ricerca di lavoratori. Nella relativa classifica si collocano ai primi posti idraulici e acconciatori/estetisti. In relazione invece alle richieste più specializzate la graduatoria è questa:

1) Tecnici elettronici 

2) Muratori in cemento armato

3) Fabbri

4) Meccanici artigianali

5) Attrezzisti di macchine utensili

6) Disegnatori industriali 

7) Posatori di tubi. 

Un dato dice più di qualunque analisi quanto è forte la domanda per questo tipo di professionalità: per alcune figure i tempi di ricerca raggiungono anche i 6 mesi.