Dopo il riacquisto di 14 miliardi di dollari di azioni proprie con il più un classico dei “buyback”, Apple potrebbe annunciare già a brevissimo termine un’altra operazione analoga (nella foto  il numero uno Tim Cook). Ma in questo momento l’attenzione è rivolta soprattutto al dividendo che distribuirà. Da maggio 2013 è stato assegnato un utile per azione, ogni trimestre, di 3,05 $, con un “dividend yield” (rendimento da dividendo) del 2,3%  annuo (totale 12,2 $). E’ poco o tanto? Negli Usa si fa presente che ben l’80% del cash generato in profitti nel Paese d‘origine, appunto gli Stati Uniti, ben l’80% viene assegnato in dividendi, ma che tale quota è minima rispetto ai profitti originati a livello mondiale, i quali assommerebbero a 158,8 miliardi di dollari. In altre parole c’è chi spera che la società di Cupertino, località nello Stato della California, aumenti i 3,05 $ assegnati trimestralmente agli azionisti.

A WALL STREET SPERANZE E TIMORI

Sul tema si è aperta una discussione. Il timore è che tali speranze vadano deluse e quindi l’azione possa subire una fase depressiva in Borsa. Difficile da dire. Certo è che negli ultimi trimestri gli utili sono cresciuti e l’azienda offre un’immagine di ottima salute, malgrado non si prevedano fuochi d’artificio per il prossimo futuro (restante 2014 e forse 2015). E’ per questo che la comunicazione di stasera, a mercati Usa chiusi, quando si conosceranno non solo i dati dell’ultima trimestrale, ma anche quali decisioni saranno prese in tema di dividendi, risulterà determinante per il trend del titolo, che viaggia da tempo in una fascia di lateralità compresa fra 500 e 550 $ (vedi l’andamento da inizio anno). Gli analisti non sono molto fiduciosi. Ormai è questione di ore per sapere – almeno si spera – come finirà una vicenda importante in una visione di mercato globale.

photo credit: deerkoski via photopin cc