Vola Piazza Affari. Ci hanno impiegato meno di 24 ore i mercati per metabolizzare la decisione della BCE di giovedì 4 dicembre di rinviare il QE (Quantitative Easing, immissione di liquidità nel sistema economico europeo attraverso l’aquisto di titoli di Stato, ndr). La forte chiusura di ieri delle Borse europee ha spazzato via la delusione di coloro che si aspettavano l’annuncio di un nuovo pacchetto di stimoli da parte dell’Istituto guidato da Mario Draghi (che nella foto sembra dire ai mercati: tranquilli, ci penso io!)

LA BANCA CENTRALE  ASPETTA DI VEDERE L’EFFETTO DEL CROLLO DEI PREZZI PETROLIFERI

Ma se la delusione ha lasciato spazio all’euforia lo dobbiamo solo a Mario Draghi. Il numero uno della nuova Eurotower (il meeting si è tenuto per la prima volta nella nuova sede della BCE) è stato così incisivo nel suo discorso tanto da aumentare sensibilmente le probabilità di nuove misure espansive a inizio 2015. Dalle parole di Draghi traspare che la BCE avrebbe già pronto un piano di acquisto di titoli di Stato e basterà la semplice maggioranza (e non l’unanimità) all’interno del Board per attuarlo. La scelta di non agire a dicembre è sostanzialmente dipesa dal fatto che la BCE vuole riservarsi la possibilità di valutare l’impatto derivante dal recente tonfo dei prezzi del petrolio prima di agire. Abbiamo l’impressione che Draghi abbia imbracciato il bazooka e stia solo aggiustando il mirino prima di aprire il fuoco.

CHE COSA ASPETTARSI SUI MERCATI

Continuiamo a essere rialzisti almeno sino a gennaio. Gli indici azionari della periferia della zona euro dovrebbero continuare a performare bene. Il continuo rialzo dei titoli di Stato dovrebbe premiare, in particolar modo, il settore bancario. L’indice Ftse Mib, dopo aver brillantemente superato l’area dei 20 mila punti, potrebbe puntare dritto verso i 20.500 punti. Superato questo livello si aprirebbe lo spazio per un allungo in direzione di 21.500 punti, massimi di settembre. Segnali di debolezza si avrebbero con un riposizionamento sotto area dei 19.500 punti. Questo quadro rialzista potrebbe essere minacciato solo dalla Federal Reserve che, alla luce dei dati impressionanti di ieri sui non farm payrolls (indice degli occupati americani escluso il settore agricolo) potrebbe ridimensionare i toni accomodanti e tracciare un percorso più ripido per il rialzo dei tassi negli Usa.”

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