L’eccezionale prova di fermezza dei francesi di fronte alle sfide terroristiche è un’occasione per valutare il listino della Borsa di Parigi, molto diversificato (più di quello tedesco) ma non sempre conosciuto e praticato dagli investitori italiani. Nella fase attuale il quadro generale appare incerto, dopo una corsa iniziata nel 2012 e giunta ai massimi dei 4.600 punti nello scorso giugno. Da allora si è manifestata una fase di indecisione, con l’indice che si muove dall’estate fra 4.000 e 4.600 punti. Il quadro non è certamente positivo e lo conferma il fatto che alcuni indicatori grafici segnalano un possibile proseguimento del ribasso. Eppure alcune azioni hanno buoni margini di crescita.

QUESTI TITOLI DELLA BORSA DI PARIGI HANNO BUONI MARGINI DI CRESCITA

Tenersi fuori dal listino francese? Per ora no, ma soprattutto è il caso di prendere in considerazioni 5 titoli con buoni margini di crescita nel 2015, per ragioni diverse.

1. Axa: il gruppo assicurativo parigino ha corso già tanto negli ultimi due anni; poi sono sorte incertezze sul fatto che gli attuali bassissimi tassi di interesse potessero condizionarne i risultati. Così non è.  Il titolo ha chiuso ieri a 18,7 euro. Un’eventuale discesa sui 17 euro, toccati a ottobre, può essere vista come un’ottima occasione di acquisto.

2. Vinci: è un gruppo specializzato in infrastrutture, soprattutto autostradali. Un piano di espansione nel settore aeroportuale, dopo le prime operazioni in Francia, Portogallo e Cambogia, consentirà di ampliare il business e non è escluso che già nel 2015 ci sia qualche operazione internazionale di rilievo. L’azione quota sui 47 euro e si sta dimostrando volatile. Su eventuali cadute sotto i 40 euro diventa una preda interessante.

3. Total:  potenza nel settore petrolifero, ha visto scendere precipitosamente la sua quotazione a seguito del crollo del prezzo del petrolio. Il dividendo – rilevante per 6,2% lordo di rendimento e distribuito trimestralmente – non è però minacciato e resta tra i più interessanti delle Borse europee.  Gli indicatori continuano a restare negativi, ma sui 39 euro (contro gli attuali 41 euro) si può ipotizzare un primo ottimo livello di acquisto, purché l’obiettivo sia di lungo periodo.

4. Capgemini: appartiene al settore tecnologie e outsourcing. Annuncia un obiettivo di margini operativi del 10% per fine 2015 e su cui in molti puntano in previsione di un forte ritorno alla crescita dei fatturati. L’azione è stata particolarmente penalizzata dal 2003 in poi. Tuttavia negli ultimi due anni ha iniziato una lenta fase accumulativa. Occorre che superi senza incertezze i 61,7 euro per confermare un segnale di acquisto.

5. Lafarge: gruppo di dimensioni mondiali in campo cementifero, trova due spinte nella fusione con la svizzera Holcim e nel calo del prezzo del petrolio. Il titolo si sta muovendo con una certa volatilità e trova ora due ostacoli: media mobile a 200 sedute, collocata sui 59 euro, e resistenza a 60,1 euro. Superate queste barriere dovrebbe avere via libera per un’ulteriore successiva rincorsa.

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