La grande attesa è finita. Apple ha alzato il velo sui nuovi smartphone, presentando  modelli low cost da 99 (con il contratto telefonico) e 199 dollari ma la prima reazione in Borsa (meno 2,2% al Nasdaq ieri,  meno 4,4% a 472 dollari intorno alle 16 ora italiana di oggi) sembra bocciare l’iniziativa. O quantomeno, come hanno fatto notare alcuni addetti ai lavori, ha deluso le attese soprattutto dopo le presentazioni degli smartwatch di Samsung e di Sony avvenute pochi giorni fa. Anche gli analisti di Morgan Stanley Research North America non sono sembrati eccessivamente entusiasti dei nuovi lanci. In un report redatto ieri, pur confermando sul titolo Apple il giudizio overweight (sovrappesare nel portafoglio azionario), si sono limitati a valutarlo 540 dollari per azione, con un potenziale rialzo, rispetto al prezzo di Borsa di due giorni fa, di poco più del 9%.

A questo obiettivo di prezzo per il titolo gli esperti di Morgan Stanley giungono nel cosiddetto scenario base che prevede:

a) Apple lancia i nuovi iPhone e iPad in autunno, ma non si concretizzano nuove tipologie di prodotti e servizi Internet fino al prossimo anno;

b) i ricavi crescono del 2% guidati da 169 milioni di iPhone e 77 milioni di iPad;

c) è previsto un aumento del margine lordo dal 37,5% del 2013 al 38,0% del 2014;

d) si ipotizza un rapporto prezzo/utili (p/e) di 13, in linea con i concorrenti tecnologici di alta qualità come Microsoft, IBM, Google e leggermente inferiore al mercato: tale multiplo però scende addirittura a 9 dopo aver considerato i 147 miliardi di dollari della liquidità in cassaforte detenuta da Apple.

Da notare, infine, che è attesa una crescita del dividendo annuo dal 2,3% del 2013, al 2,6% del 2014 al 2,8% del 2015.

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