Mediaset in Borsa continua a correre. Conviene ancora entrare? Quali sono le prospettive del titolo dopo il forte rialzo e la condanna di Silvio Berlusconi? Fidarsi dei rating e dei cosiddetti “target price” – i prezzi-obiettivo emessi da banche d’investimento in relazione a titoli azionari – a volte è come dare credito agli indovini. Capita che ci prendano, ma di frequente sbagliano. Eppure questa volta il giudizio espresso da Deutsche Bank sul titolo Mediaset trova una certa unanimità di consensi. I tedeschi cambiano il proprio giudizio da “hold” (mantenere) a “buy” (comprare) e alzano il prezzo obiettivo da 4 a 4,45 euro. Perché tanto entusiasmo su un titolo che oggi quota sopra 3,4 euro?  Un titolo che in sei mesi ha registrato una performance dell’85% e in un anno del 170% quando l’indice italiano Ftse Mib è salito nel semestre dell’1% e nei dodici mesi del 18%?

SEGNALI POSITIVI DAL MERCATO PUBBLICITARIO

Alcuni osservatori hanno legato questo sprint alla situazione politica italiana, ovvero al governissimo destra-sinistra e ai minori pericoli che il gruppo corre in un simile contesto. L’agenzia di stampa finanziaria Reuters offre una lettura più attenta. Scrive infatti: “Dopo la scarsa reazione del titolo alla sentenza di condanna definitiva dell’ex premier sulla compravendita dei diritti Mtv Mediaset, gli investitori sembrano tornare a concentrarsi sui fondamentali del gruppo televisivo e sui segnali positivi in arrivo dalla raccolta pubblicitaria”.

Deutsche Bank dà un’interpretazione abbastanza conforme al giudizio della Reuters. Consiglia infatti di acquistare il titolo del gruppo di Cologno Monzese per sfruttare le prospettive di recupero del mercato pubblicitario nell’Europa meridionale, già abbondantemente prezzate nelle quotazioni delle società spagnole del comparto. Certo ci sono dei rischi – ammette – ma trascurabili.

Fra gli operatori questa visione trova consensi e dissensi. Molti sostengono che, dietro alla corsa di Mediaset, ci sono possibili operazioni straordinarie da legare all’entrata in scena di nuovi soci. Anche di questo si parla da mesi, senza però che si siano mai trovati riscontri concreti.

Comunque la galoppata del titolo, iniziata a novembre 2012 e rinvigorita a partire da aprile di quest’anno, è più che giustificabile da un punto di vista grafico, con una certa specularità di movimenti al ribasso (dal marzo del 2011 fino alla metà del 2012) e al rialzo, (nel periodo successivo), fatto abbastanza inconsueto.

PREVEDIBILE UNA CORREZIONE, MA…

E ora? Una correzione è prevedibile, al raggiungimento di un livello come i 3,44 euro di questo pomeriggio, sebbene la forza del titolo espressa proprio nelle ultime sedute, in concomitanza con le vicende giudiziarie di Berlusconi che avrebbero potuto indebolire Mediaset in Borsa, lasci intendere come la pressione in acquisto prosegua. Un consolidamento è comunque inevitabile. Dal punto di vista tecnico la permanenza sopra i 3,2 euro è decisiva per il proseguimento del trend. Un segnale ribassista di breve verrà solo in caso di cedimento sotto i 3,142 euro. Il supporto decisivo resta comunque a 2,90 euro, sotto il quale la fase rialzista si spegnerebbe.