Ancora una volta i fattori geopolitici sono dominanti sulla scena borsistica, che spera comunque di trovare altra linfa nelle scelte future della Bce. In questa situazione alcuni titoli si sono messi particolarmente in luce nelle ultime sedute.

TELECOM ITALIA – TORNA STAR, MA E’ ADATTA SOLO A TRADING VELOCI 

La galassia della telefonia è in pieno movimento. Grande attenzione alle operazioni di cui stanno discutendo i vertici di alcuni giganti del settore, con Telecom Italia in primo piano. Si negozia infatti un’operazione su larga scala con il gruppo francese Vivendi, da cui Telecom acquisterebbe la brasiliana Gvt, alla quale è interessata anche – con un’operazione concorrente e più significativa in termini economici – la spagnola Telefonica, già partner forte del gruppo milanese. Vivendi alla fine dell’eventuale accordo arriverebbe a detenere circa il 15% di Tim Brasil post fusione e il 20% della stessa Telecom Italia, tramite sottoscrizione di uno specifico aumento di capitale. In realtà c’è una sola certezza: tutto è incerto, perché le trattative sono in pieno svolgimento.

Che cosa fare con il titolo – In questa fase cosa conviene fare con l’azione Telecom Italia? Il titolo, dopo aver raggiunto quota 1 euro a giugno è ridisceso sotto gli 0,8 euro, per poi rimbalzare sugli 0,87 euro. Il fatto stesso che, in una giornata negativa quale l’odierna, abbia guidato i rialzi a Piazza Affari dimostra che gli investitori guardano positivamente all’operazione Gvt-Vivendi. Attenzione però a possibili colpi di scena, del tutto imprevedibili. L’azione va quindi vista in una logica puramente speculativa, con posizioni di breve periodo. Fra gli 0,855 e gli 0,94 euro c’è un’area in cui i movimenti potrebbero essere repentini e contrastanti. Solo sopra 0,94 euro si avrebbe un chiaro segnale di rialzo, ma prima di raggiungere tale livello c’è ancora strada da percorrere. Occorre comunque segnalare che – da un punto di vista di analisi tecnica (comunque poco significativa in una fase così convulsa) – sia le medie mobili corte sia quella a 200 sedute danno segnali di acquisto. Una storia quindi da seguire da vicino, pur con tanta prudenza.

TENARIS –  SI AVVANTAGGIA DAI DAZI. E SI CONFERMA ULTRA VOLATILE

I fattori di mercato portano Tenaris a essere uno dei titoli più volatili del Ftse Mib, con profonde correzioni e veloci rimbalzi. Negli ultimi giorni i segni verdi hanno avuto il sopravvento, perché le notizie provenienti dagli Usa della conferma di dazi sull’import di tubi dalla Corea è un fatto favorevole per il business del gruppo italiano, di cui il mercato statunitense rappresenta una quota del 30%. Oggi il titolo ha chiuso a 16,63 euro, ma alcuni analisti valutano il target price (prezzo obiettivo) a 19,4 euro, toccato in passato solo nel 2008. Dall’estate del 2012 l’azione Tenaris si muove in un canale rialzista con massimi e minimi crescenti, ma ha sempre incontrato una resistenza molto forte sui 17,66 euro.

BAIDU – LA CINESE TUTTO SPRINT (+53% IN UN ANNO) ORA E’ PROPRIO FERMA

Un vero gioiello per chi ama diversificare i portafogli azionari. Il titolo della cinese Baidu, regolarmente acquistabile mediante qualsiasi piattaforma di trading, perché quotata al Nasdaq statunitense, è passato in sei anni da 12 a 230 dollari; spesso fra l’altro con periodi di incessante ascesa. E’ inevitabile che anche chi non conosca questa società, Internet provider leader in Cina, sia magari interessato a valutarne l’acquisto. Da agosto è però iniziata una fase di indecisione, dopo il massimo storico a 229,6 dollari. Si muove infatti in una fascia di lateralità, quasi impensabile a chi si era abituato ai suoi movimenti repentini.

La prossima Ipo, sempre a Wall Street, della concorrente Alibaba potrebbe essere il motivo che porta un po’ di incertezza, sebbene la notizia delle ultime ore di un matrimonio a tre fra la stessa Baidu e altre due realtà asiatiche, Wanda Group e Tecent Holdings, per la creazione di una nuova grande piattaforma di trading online, sia di tutto rilievo. Quando però un titolo ha corso così tanto come Baidu nell’ultimo anno (+52,9%) è inevitabile una fase di assestamento. Se riprendesse a salire e superasse quota 230, allora si potrebbe tornare ad acquistare, pur con una certa oculatezza.

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