E’ un tema ricorrente nei talk show televisivi: bisogna ridurre le tasse sul lavoro e aumentare quelle sui patrimoni. Chi lo dice ignora forse che una vera e propria patrimoniale in Italia esiste già. Si chiama imposta di bollo sui depositi titoli. Sale al 2 per mille dal 2014, ma si aggiunge a un insieme di altre imposizioni fiscali che portano l’incidenza dei prelievi su quote molto elevate, soprattutto per gli investitori con rendimenti bassi, cioè coloro che nel proprio risparmio vedono un’ancora di salvataggio rispetto alle incertezze del futuro. Un discorso lungo, che non vogliamo sviluppare in questa sede. Ci sono modi per ridurre l’impatto del fisco sul risparmio? Qualche margine esiste, sebbene sempre più marginale.

COME SONO COLPITE LE RENDITE

Di fatto le tre principali tassazioni sono quella sul capital gain (redditi da dividendi azionari e cedole delle obbligazioni, nonché plusvalenze), il bollo sui depositi titoli – in cui sono conservati gli strumenti finanziari posseduti – e la Tobin Tax, riferita solo ad alcune categorie di prodotti, con in prima linea le azioni italiane a maggiore capitalizzazione. L’imposta di bollo riguarda quasi tutte le categorie di investimento, salvo conti correnti (ma conti deposito sì), fondi pensione, polizze vita tradizionali, cioè del cosiddetto ramo 1, e libretti postali. E’ su quest’area che si possono realizzare dei risparmi e soprattutto sulle polizze vita, che godono della seguente situazione.

PER LE POLIZZE TRATTAMENTI DIVERSI

Il quadro ha subito varie modifiche con il passare degli anni. Chi volesse investire oggi su questo fronte ha alcune agevolazioni.

Polizze a finalità assicurativa (Ramo 1) 

Ne fanno parte diversi prodotti, soggetti alle seguenti norme fiscali:

Tassazione dei versamenti
Nessuna tassazione viene applicata sul premio versato.

Detraibilità dei premi
E’ possibile detrarre il 19% del premio pagato, ma con un tetto massimo (nel limite di 630 euro per il periodo d’imposta in corso alla data del 31 dicembre 2013 e di 230 euro a decorrere dal periodo d’imposta in corso al 31 dicembre 2014).

Tassazione delle prestazioni
Liquidazione capitale: in caso di possibilità di riscatto delle prestazioni maturate il capitale liquidato è esente dalla dichiarazione Irpef; sull’eventuale plusvalenza si applica una ritenuta a titolo d’imposta pari al 20% ad eccezione della quota riconducibile a titoli pubblici o equivalenti tassata al 12,50%; in caso di premorienza: il capitale liquidato è esente dalla dichiarazione Irpef.

Liquidazione della rendita: 

La rendita erogata è esente dalla dichiarazione Irpef; la rivalutazione annua della rendita erogata è tassata al 20% come capital gain a eccezione della quota riconducibile a titoli pubblici o equivalenti, tassata al 12,50%.

Polizze a finalità finanziaria (index linked – unit linked, ecc)

Non è possibile detrarre o dedurre il premio versato.

Liquidazione del capitale 

Al momento della scadenza o al riscatto, il capitale liquidato è esente dalla dichiarazione Irpef; sull’eventuale plusvalenza si applica una ritenuta a titolo d’imposta pari al 20% a eccezione della quota riconducibile a titoli pubblici o equivalenti tassata al 12,50%; in caso di premorienza: il capitale liquidato è esente dalla dichiarazione Irpef e le plusvalenze maturate sono esenti dalla tassazione come capital gain.

Liquidazione della rendita  

Quella erogata non costituisce reddito Irpef (il capitale trasformato in rendita è assoggettato alla tassazione sull’eventuale plusvalenza); la rivalutazione annua della rendita erogata è tassata al 20% come capital gain a eccezione della quota riconducibile a titoli pubblici o equivalenti, tassata al 12,50%.

FONDI PENSIONE ALL’11%

I fondi pensione sono soggetti a un’imposta sostitutiva nella misura dell’11%, che si applica sul risultato netto maturato in ciascun periodo di imposta, prelevata annualmente dal patrimonio dello stesso fondo. E’ questa l’area maggiormente favorita dal punto di vista fiscale, anche perché esente – come già sottolineato – dall’imposta di bollo.

IL 12,5% SOLO PER POCHI

Come ormai noto un’altra area di risparmio fiscale riguarda quei prodotti che sono soggetti all’imposta sul “capital gain” ridotta: sono sostanzialmente titoli di Stato italiani ed esteri e Buoni postali, tutti agevolati da un’aliquota fissa al 12,5% contro il 20% di tutti gli altri prodotti finanziari.

QUALCHE BANCA SI FA CARICO DEL BOLLO

E’ evidente come i margini di manovra per chi investe si stiano riducendo (anche per altri interventi di natura tecnica su cui ritorneremo), rappresentando una vera e propria corsa ad ostacoli. In tutto questo c’è una notizia positiva. Alcune banche – poche in realtà – si fanno carico dell’onere del bollo sui depositi, sostituendosi al cliente. Comunemente però lo propongono solo ai nuovi “entranti”: regalo apprezzabile, ma che va ben valutato nella bilancia dei pro e contro. Nessuno infatti regala nulla, tanto meno quando si ha a che fare con il fisco.

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