Per le nuove tasse sulla casa niente è ancora definitivo. Sono più che probabili cambiamenti e aggiustamenti. Ma proprio per poter capire le modifiche che verranno è bene conoscere che cosa stabiliscono oggi i provvedimenti appena varati dal governo.

ARRIVA LA TRISE

Non si parlerà più di TARES  in quanto questa imposta sarà sostituita dalla TRISE, la nuova tassa sui servizi comunali, che per l’abitazione principale sostituirà l’IMU e la TARES.

La TRISE è un tributo che si sdoppierà in due componenti:

·       produzione dei rifiuti (TARI). Questa componente sarà calcolata in base ai metri quadrati, o sull’effettiva quantità di rifiuti conferita nel caso di comuni in grado misurarla (senza questo sistema dovrebbe pesare quanto la TARES) e sarà a carico di chi occupa l’immobile;

·       erogazione di “servizi indivisibili” ai cittadini (TASI). Questa componente sarà calcolata sul valore catastale e pagarla saranno non solo i proprietari (in una forchetta tra  il 70% e il 90%), ma anche gli inquilini (dal 30% al 10%), in considerazione del fatto che  presupposto dell’imposta è il “possesso”, ovvero l’occupazione o la detenzione a qualsiasi titolo di unità immobiliari con vincolo di solidarietà tra i componenti il nucleo familiare.

TASI, DUBBI SULLE ALIQUOTE 

La TASI  presenta ancora oggi un interrogativo, in quanto non è ancora noto sino a che punto i Comuni possano innalzare le aliquote. La legge di stabilità fissa infatti allo 0,10% l’aliquota ordinaria (calcolata sulla stessa base imponibile dell’IMU); tuttavia, i Comuni potranno intervenire per effettuare riduzioni (anche azzeramenti) o aumenti, con il limite che la somma delle aliquote della TASI e dell’IMU non superi l’aliquota massima IMU stabilita dalla legge statale al 31 dicembre 2013 per ciascuna tipologia di immobile. Sorgono alcuni dubbi sulla definizione di “aliquota massima”. Dal testo della legge di stabilità approvata  martedì 15 ottobre non si evince con chiarezza se essa si riferisca allo  0,40% per la prima casa e lo 0,76%  per le seconde. Più probabile (ma restiamo in attesa di chiarimenti) che sia attinente allo 0,60% e l’ 1,06%, derivanti dagli interventi dei Comuni.

·       Il versamento  potrà avvenire in quattro rate trimestrali (16 gennaio, 16 aprile, 16 luglio e 16 ottobre), ma i Comuni potranno variare la scadenza ed il numero delle rate di versamento e sarà consentito il pagamento in un’unica soluzione entro il 16 giugno. Per la componente rifiuti (TASI) si terrà conto delle superfici calpestabili dichiarate o accertate ai fini TARSU /TARES. La tariffa sarà commisurata ad anno solare e, indipendentemente dai criteri di calcolo scelti dai comuni, dovrà assicurare la “copertura integrale dei costi di investimento e di esercizio relativi al servizio”.

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