Torna a minacciare i mercati l’Argentina alla vigilia della scadenza di domani, 30 luglio 2014, quando il Paese dovrebbe rimborsare gli 1,5 miliardi di dollari ai fondi hedge statunitensi che non hanno partecipato alla restituzione del debito, denominati anche “holdout” (nella foto la “presidenta” argentina Cristina Fernàndez de Kirchner)  L’obbligo deriva da una sentenza del giudice di New York Thomas Griesa che vieta all’Argentina di procedere, senza aver soddisfatto prima gli holdout, al rimborso dei bond degli investitori che hanno accettato la ristrutturazione del debito del 2005.

SENTENZE E CLAUSOLE

Buenos Aires, che già deve affrontare una situazione non facile dell’economia e della moneta argentina, continua a negoziare con il giudice Griesa nel tentativo di ottenere uno slittamento del pagamento agli hedge fund dopo il 31 dicembre. Il governo argentino teme, infatti, che se effettuasse il rimborso prima di questa data, i creditori che hanno accettato la ristrutturazione del debito potrebbero fare appello alla clausola RUFO (Rights Upon Future Offers), secondo cui dovrebbero essere soddisfatti per primi rispetto a tutti gli altri almeno sino al 31 dicembre.Insomma, rispetto al default (insolvenza) argentino del 2001, la questione questa volta appare più controversa e spinosa, con un esito legato all’interpretazione di una sentenza e di alcune clausole. L’importo da sborsare in effetti non sarebbe neanche rilevante. Sul tema è intervenuta anche la presidente dell’ Argentina, Cristina Fernández de Kirchner, la quale ha ribadito che non può essere definita di default la situazione in cui un Paese non paga per via di una sentenza di un giudice che glielo vieta.

VERSO UN’ INTESA LAST MINUTE?

Possiamo certamente affermare che un eventuale nuovo default dell’Argentina non converrebbe a nessuno. Per i fondi americani si allontanerebbe il rimborso dei bond, mentre per Buenos Aires si ridurrebbe ulteriormente la scarsa fiducia del mercato e degli investitori esteri, già compromessa con il default del 2001. Crediamo quindi che nell’interesse di tutti si possa giungere a un accordo dell’ultimo minuto che apra a uno slittamento del pagamento del milione e mezzo di dollari in questione.

Vincenzo Longo - Market Strategist IG Italia

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