Nonostante settembre sia, statistiche alla mano, il mese peggiore dell’anno per le Borse, Credit Suisse suggerisce di rimanere in sovrappeso sull’azionario, fissando un obiettivo di fine anno 2013 a quota 1.730 punti per l’S&P 500 (e a quota 1.900 punti per il 2014).  Per i seguenti motivi :

La crescita del PIL globale sta accelerando per la prima volta in tre anni, e le indicazioni dei sondaggi tra i direttori acquisti delle imprese a livello mondiale sono in linea con la crescita del PIL mondiale di 3,5 % , contro il 2,7 % nel 2 ° trimestre .

■ La liquidità e le condizioni  monetarie sono ancora favorevoli. L’ indicatore di liquidità del Credit Suisse che misura la crescita del PIL meno la massa monetaria M1 globale, è coerente con una stima di crescita del 22% dei titoli azionari. La banca svizzera stima che i bilanci delle banche centrali dei Paesi sviluppati possano ulteriormente aumentare del 13 % tra oggi e la fine del 2014, di cui un 70% garantito dalla Bank of Japan (significa che le banche centrali continueranno a immettere liquidità nel sistema finanziario per tenere bassi i tassi di interesse e stimolare l’economia).

Le valutazioni rimangono interessanti . L’ ERP (Equity Risk Premium, il premio al rischio per le azioni) negli Stati Uniti è del 5,3% , 100 punti base (cioè l’1%) al di sopra del  modello ERP di Credit Suisse. Altri fattori , tra cui la volatilità del mercato obbligazionario rispetto a quello azionario e la stima degli utili per azione (EPS), indicano che vi è una valutazione delle azioni interessante. La  regola del 20, ovvero la somma del rapporto prezo/utili (p/e) più l’inflazione è perfettamente coerente con il livello di 1.900 punti stimato per l’ S&P500 a fine 2014.

Esistono chiari segnali di trasferimento dalle obbligazioni alle azioni . Dal 2008, gli investitori in ETF, sia privati che istituzionali, hanno venduto 194 miliardi di titoli azionari a fronte di 1.300 miliardi di acquisti in ETF obbligazionari. Ma questa tendenza inizia invertirsi: si stima inoltre che le aziende europee e statunitensi potrebbero utilizzare parte della ingente liquidità in cassa per riacquistare circa  2.000 miliardi di proprie azioni.

Si prevede una crescita degli utili aziendali (EPS) del 5% negli Usa e del 4,5% in Europa nel 2013 e, rispettivamente,  il 7,5% e il 7 % nel 2014.

In ogni caso, i rendimenti attesi per i prossimi 12 mesi, inclusi i dividendi, dovrebbero essere maggiori per l’area europea e per il Giappone, sebbene per quest’ultimo  gli investitori devono tener conto del cambio con uno yen ancora debole sulle piazze internazionali.

Dove possono arrivare le Borse
indicevalore   stima a fine 2013   total return 12 mesi  stima a fine 2014
S&p5001.633   1.730   7,8%  1.900
Euro Stoxx 502.721   3.000  12,2%  3.300
Ftse 1006.412   7.000  12,5%  7.900
Nikkei 22513.388  15.000  14,2% 17.000
MSCI Em.markets910      970    9,7%   1.100
MSCI Ac World395      430  11,4%      476
valore: quello di chiusura di venerdi 30/8/2013
stima a fine 2013: valore stimato dell’indice a fine 2013
total return 12 mesi: guadagno potenziale, sommando anche i dividendi
stima a fine 2014: valore stimato dell’indice a fine 2014

FONTE: Credit Suisse Equity Research

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