Eravamo, fino a non molti anni fa, il Paese con il maggiore livello di dividendi nel contesto europeo, al punto che talvolta le altre Borse vedevano male una Milano così ricca di utili da distribuire agli azionisti. Poi è arrivata la crisi e ora ci attestiamo leggermente dietro altre piazze continentali. Questo fatto non è però negativo, perché gli eccessi del passato riguardavano una ristretta élite di titoli con particolari situazioni alle spalle. Oggi il quadro è più equilibrato, con alcune blue chip che restano ottime pagatrici di dividendi. Ve ne sono alcune su cui puntare se la strategia dell’incasso cedola permane determinante (e per molti risparmiatori lo è).

GUARDATE IL  “DIVIDEND YIELD” 

Il concetto di dividendo è abbastanza relativo. Il valore di per sé ha poco peso, ma l’ha invece il “dividend yield”, cioè il rapporto fra lo stesso dividendo e il prezzo di acquisto del titolo cui si riferisce. Se la quotazione sale, inevitabilmente il rapporto diventa meno interessante. Ecco perché la scelta di puntare a un’azione con un buon dividend yield e cercare di comprarla a un prezzo ottimale (per migliorare appunto il rapporto) richiede un certo impegno, ma può rivelarsi vincente in alcune fasi dei mercati. Le tre azioni italiane che oggi assicurano un dividend yield lordo superiore al 5% sono Eni, Snam Rete Gas e Terna.

ENI AUMENTA, CON STACCO IL 19 MAGGIO

Per gli azionisti della società petrolifera di Stato il dividendo 2014 su esercizio 2013 è leggermente aumentato (a 1,1 euro rispetto agli 1,08 euro dell’esercizio 2012). In realtà però sta per essere versato il saldo, poiché l’acconto è già stato corrisposto nello scorso mese di settembre. Si tratterà di 0,55 euro, con stacco il 19 maggio e pagamento il 22 successivo. L’attuale dividend yield globale è del 6,1%; potrebbe salire al 6,7% se il titolo scendesse per esempio a 16,25/16,3 euro, due minimi toccati di recente, contro la quotazione di venerdì 28 marzo di 18,07 euro.

SNAM RESTA IN ALTO E DISTRIBUISCE PURE IL 19 MAGGIO

La società specializzata nella distribuzione del metano conferma la politica di ripartizione degli utili, concedendo agli azionisti un dividendo annuo di 0,25 euro per il biennio 2014-2015. Ecco le parole esatte di una sua comunicazione al mercato: “si conferma l’impegno per una politica di remunerazione dell’azionista attrattiva e sostenibile, alla luce delle prospettive economico-finanziarie e patrimoniali previste”. Quindi si procede sulla stessa strada già seguita in passato. Per il 2014 è stato distribuito un acconto di 0,10 euro a ottobre 2013 e il saldo di 0,15 euro sarà messo in pagamento dal 22 maggio. Il dividend yield a venerdì scorso (prezzo 4,238 euro) è del 5,9%.

PER TERNA IL SALDO SARA’ PIU’ CONSISTENTE

In tutto 20 centesimi per azione, di cui 7 già pagati in acconto e 13 che restano da versare, il che avverrà per lo stacco il 23/6 e il pagamento il 26/6: i margini di manovra appaiono quindi più consistenti rispetto ai due titoli precedenti, sia perché la quota restante è maggiore sia perché la data di giugno consente di sperare in qualche consistente correzione dei mercati. Alla quotazione di venerdì 28 marzo di 3,928 euro il dividend yield risulta del 5,1%, di cui la quota da versare assomma a un 3,3%. Puntare a una discesa sotto i 3,7 euro potrebbe sembrare realistico, il che migliorerebbe sostanzialmente la resa del titolo.

Photo: courtesy Eni