Il listino milanese, strutturalmente in calo da alcune settimane, evidenzia situazioni particolari di titoli da esaminare attentamente. Questi i più interessanti.

TELECOM ITALIA: altamente speculativo. Si è mosso al rialzo per alcune sedute sull’onda delle indiscrezioni (sempre le stesse!) riferite alla filiale brasiliana Tim Brasil, che potrebbe essere ceduta o coinvolta in una fusione. E’ una storia vecchia ormai di anni, tornata d’attualità in seguito ad altre operazioni di fusioni o acquisizioni nel Paese sudamericano. Poi si è avuta una correzione, dopo aver quasi toccato gli 0,98 euro. La ricaduta a 0,92 non pregiudica un assestamento o perfino un rimbalzo. Solo sotto gli 0,874 si tornerebbe in una fase strutturalmente negativa.

FCA: super mosso e poi mosso. Complessi arbitraggi fra la quotazione del titolo e il valore del nuovo convertendo con scadenza 15/12/2016, oltre a riallineamenti fra il prezzo a New York e a Milano, hanno fatto scendere violentemente la quotazione giovedì 11 dicembre. Ora il quadro sempre meno esasperato, ma giornate altamente volatili non sono escluse. Alcune sedute sotto i 9 euro potrebbero riportare il titolo indietro, malgrado sugli 8,7/8,8 sia possibile un periodo di riequilibrio.

ENI: un rimbalzo verrà! La corsa al ribasso del prezzo del petrolio incide pesantemente sul titolo italiano, così come sulle maggiori compagnie petrolifere del mondo. Il problema è capire se i dividendi – solitamente molto alti nel comparto – saranno messi in discussione per l’esercizio 2014. Nel caso Eni qualche dubbio appare legittimo, sebbene sembri che i vertici della società ritengano fondamentale assicurare un proseguimento della politica di distribuzione degli utili seguita negli ultimi anni. Realisticamente il titolo è da considerare oggi sottovalutato, benché la discesa prosegua, salvo aprire le porte a un possibile rimbalzo a partire da una delle prossime sedute. Nel caso scendesse sotto i 13,67 euro si aprirebbe un baratro, pur allo stesso tempo con occasioni di acquisto.

SAIPEM: senza tregua. I mercati sono spesso inesorabili e il vero e proprio crollo della società attiva nelle prestazioni di servizi petroliferi va oltre il ragionevole. Il blocco della realizzazione del tratto offshore del gasdotto South Stream è solo uno dei motivi di una debolezza senza sosta. Il titolo è tornato ai livelli del 2009. Allora diede poi adito a un sostanziale e prolungato rialzo. Questa volta la cosa appare più difficile e la tenuta dei 7,56 euro è decisiva per evitare un ulteriore collasso.

MEDIASET: vivace con brio. Voci di un possibile accordo con Telecom per la fornitura di contenuti e di uno più strutturale con Sky, nonché un miglioramento della raccolta della pubblicità hanno dato fiato al titolo del gruppo Berlusconi. Il rialzo è stato consistente e il fatto che la quotazione abbia superato la media mobile a 200 sedute si rivela positivo, sebbene si avvicini ora – dal punto di vista dell’analisi tecnica – una resistenza (a 3,64 euro) non trascurabile. In questa fase è possibile elevata volatilità.

photo credit: Air Force One via photopin cc