Ha da poco compiuto il primo anno di attività raggiungendo l’obiettivo di rendimento dichiarato con volatilità (rischio) sotto controllo. In questi dodici mesi il fondo Allianz Global Fundamental Strategy di Allianz Global Investors ha dovuto affrontare forti instabilità dovute all’avvio del cosiddetto tapering da parte della Fed (riduzione graduale degli acquisti di titoli obbligazionari Usa a medio lungo termine) e ai deflussi di capitali dai mercati emergenti a partire dall’autunno dello scorso anno, registrando comunque una perfomance annuale del 4,8% con una volatilità limitata al 4,1%.

GenteMoney.it ha chiesto ad Andreas Utermann (nella foto), responsabile degli investimenti globali di Allianz GI e fund manager di  Allianz Global Fundamental Strategy, che cosa c’è in questo momento dentro il portafoglio del fondo e quali sono strategie  e obiettivi di rischio/rendimento.

A quali esigenze degli investitori vuole rispondere questo fondo?

“La strategia di investimento di Allianz Global Fundamental Strategy è stata adattata alle esigenze degli investitori privati. Nella scelta dei propri investimenti gli investitori privati sono spesso focalizzati sull’aspetto del flusso di reddito, interessandosi meno di eventuali cali significativi nel valore dei loro investimenti. Al fine di rispettare le esigenze di reddito degli investitori, e al contempo offrire un’adeguata protezione dai potenziali ribassi,  Allianz Global Fundamental Strategy si suddivide in un portafoglio stabile (core) e uno dinamico (opportunity).

Il portafoglio “core” ha un obiettivo di rendimento di 400 punti base sopra il tasso del mercato monetario (identico al rendimento target del fondo), ed investe in azioni che offrono elevati e stabili dividendi che sono detenute nel lungo termine, titoli obbligazionari “buy and hold”(compra e tieni)  o simili strumenti che promettono il rendimento richiesto per tutta la durata della loro presenza in portafoglio.

Il portafoglio “opportunity”, che di solito rappresenta meno del 50% del fondo, si compone di investimenti a breve termine basati sulle intuizioni del team di gestione del fondo, in genere approfittando di spostamenti e variazioni nei prezzi degli asset.

Il portafoglio “core”, che rappresenta la parte dominante degli investimenti del fondo, fornisce un significativo buffer privo di costi per il valore patrimoniale del portafoglio, e allo stesso tempo mantiene i costi di gestione del fondo bassi per la natura intrinseca di limitato turnover in questa componente del fondo”.

Quali sono gli obiettivi, in termini di rendimento e di volatilità del fondo e di orizzonte temporale? 

“Il fondo Allianz Global Fundamental Strategy mira a generare un rendimento reale assoluto positivo annuo di 400 punti base (4%) sopra il tasso del mercato monetario attraverso un ciclo di mercato completo. Il ciclo di mercato completo è definito come un arco temporale di tre anni. L’obiettivo di rendimento assoluto dovrebbe essere realizzato con una volatilità piuttosto bassa. Per questo motivo ci siamo posti il limite di una volatilità massima del 8-10% anche se il fondo non ha come obiettivo uno specifico intervallo di volatilità, ma un rendimento assoluto. L’attuale volatilità del fondo è di circa 4,3%”.

Dove investe il fondo in questo momento?

“Alla fine di febbraio, il portafoglio del fondo era così suddiviso: 32% in azioni globali, il 59% in obbligazioni globali con scadenza media di due anni e mezzo anni e circa il 9% in strumenti del mercato monetario.
Nel contesto di mercato attuale, in cui registriamo un miglioramento delle prospettive di crescita globale, le aziende con dividendi elevati e stabili o potenziale di crescita dei dividendi dovrebbero rimanere di particolare rilevanza come possibile fonte di rendimenti. Per questo motivo rimaniamo costruttivi sui titoli ad alti dividendi con solidi fondamentali che soddisfano il nostro criterio di un flusso di reddito costante per raggiungere l’obiettivo di un rendimento positivo assoluto in un periodo di tre anni.
Continuiamo inoltre a ritenere che le preoccupazioni del mercato sui mercati emergenti siano esagerate. Non escludiamo che ulteriori turbolenze potrebbero deprimere temporaneamente i prezzi, ma nel complesso riteniamo che gli investitori orientati al lungo termine possano trovare opportunità in questo comparto. Così manteniamo partecipazioni rilevanti nei mercati emergenti. Quasi il 17 % dell’esposizione al reddito fisso è investita nel debito dei mercati emergenti denominati in valuta locale.
Il livello di liquidità pari a circa il 10 % del patimonio e una posizione rilevante in obbligazioni a scadenza più breve ci consentono poi di cogliere ulteriori opportunità che soddisfino i nostri criteri di rendimento assoluto”.