La decisione delle Banche centrali di mezzo mondo, esclusa la BCE europea, di inondare il sistema finanziario con liquidità, allo scopo di realizzare politiche monetarie espansive (tassi bassissimi per stimolare le economie), è un reale pericolo per i risparmi di tutti. Lo stampare denaro è sempre una soluzione estrema, di fronte a problemi che non si riesce a risolvere diversamente. Gli effetti sono stati di sicuro positivi nel breve termine: le quotazioni di titoli di Stato, obbligazioni in genere e di una parte consistente delle azioni sono cresciute, fino a limiti impensabili solo un anno fa. Ma nel lungo termine che cosa succederà?

Il pericolo maggiore riguarda il sistema pensionistico, che potrebbe subire effetti non certo positivi da possibili tensioni finanziarie sulla distanza. E ciò vale anche per i risparmi, messi magari da parte con mille sacrifici. Ecco allora alcuni suggerimenti utili a difendersi da terremoti capaci di stravolgere il benessere (piccolo o grande) di ciascuno di noi.

Questi 6 consigli servono a prevenire crisi nel tempo causate dall’attuale politica monetaria espansiva applicata a livello planetario:

1°) DIVERSIFICARE

E’ fondamentale. Tenere tanta liquidità su un conto deposito è rischioso. Lo fanno in troppi, proprio perché insicuri di quale strada scegliere. Non bisogna superare una quota del 10-15% del proprio patrimonio. Tutto il resto va suddiviso in investimenti ripartiti a livello geografico e per tipologia di “asset”. L’errore tipico dell’investitore italiano è di concentrarsi troppo su prodotti con il tricolore (tipo titoli di Stato, azioni di banche italiane e obbligazioni di società nazionali, quali Eni, Enel, ecc.). Entrare su altri mercati mediante Etf o fondi comuni è fondamentale, perché la crescita delle economie proseguirà molto di più fuori dall’Europa che a casa nostra.

2°) FARSI UN’ALTRA PENSIONE

Quella che riceverete fra dieci o vent’anni sarà sufficiente a soddisfare le vostre esigenze? Non preoccupatevi, perché tutto il mondo occidentale si trova nella stessa situazione. E’ il caso quindi di costruirsi oggi, sfruttando proprio la situazione attuale, una forma di previdenza di scorta. Dato il progressivo allungamento della vita media (oggi a79 anni per gli uomini e 84 per le donne), ciò è fondamentale. Occorre puntare però su forme che minimizzino i rischi, mediante soluzioni finanziarie prudenti e protette rispetto alle incertezze dei mercati. Qualunque sia la cifra che si riesce a risparmiare ogni anno, una parte – almeno un 50% – va indirizzata in tale direzione.

3°) NON VENDERE GLI IMMOBILI, SE SI PUO’

La casa di famiglia, anche in campagna o in periferia, o al mare per i più fortunati, va gestita. Si deve cedere solo in presenza di necessità impellenti. In caso contrario inutile svendere, anche se lo stato di manutenzione è insoddisfacente e richiede interventi. Certo ci sono le tasse a pesare, ma meglio stringere i denti e tenere un’abitazione, su cui investire nel tempo con lavori di miglioramento, piuttosto che vendere oggi a sconto, perché gli acquirenti latitano. Salvo si abbia necessità di liquidità per la gestione familiare o dell’attività lavorativa, il patrimonio immobiliare va conservato. E ancor più se vale poco!

4°) PROTEGGERSI DALL’INFLAZIONE FUTURA

Oggi l’inflazione è bassa, anzi bassissima, ma si muove sommessamente e rischia di ridurre il valore in futuro dei risparmi, pur se modesti. Come difendersi? Investendo su tutto quanto resiste all’aumento del prezzo della vita. Per esempio l’agricoltura (sia quella reale, ovvero la terra, sia quella di carta, cioè acquistabile con strumenti finanziari), le materie prime (in questo caso solo attraverso strumenti finanziari), l’immobiliare di qualità (per chi può ancora permetterselo!) e i titoli di Stati legati appunto all’inflazione, anche dei Paesi emergenti (in questo caso utilizzando Etf e fondi d’investimento specifici).

5°) INVESTIRE SOLO SU QUELLO CHE SI CONOSCE

E’ tornato il tempo di non fidarsi più delle offerte di prodotti finanziari poco comprensibili. La troppa liquidità circolante nei circuiti finanziari riporta in prima linea obbligazioni strutturate, polizze assicurative, fondi flessibili e quant’altro, dentro di cui non è chiaro – se non a chi ha una cultura specifica – valutare il livello di rischio reale. Nelle fasi di stimolo dei mercati è inevitabile che ciò accada. Tenersene lontani!

6°) TANTA PRUDENZA E UN PO’ DI SPRINT

In sintesi, è meglio pianificare una strategia chiara. La quota più rilevante del patrimonio di cui si dispone o che si riesce ad accumulare – anche se in piccole quote – va destinata a forme di investimento oculate – come indicato nei punti dal 2 al 5; una meno consistente (al massimo 20%) a soluzioni più aggressive, come specificato al punto 1. Se sulle prime i suggerimenti degli esperti sono importanti, per le seconde diventano decisivi. L’improvvisazione infatti è il peggiore nemico delle scelte finanziarie, in cui la parola sbagliare è assolutamente vietata.

Il momento è complesso e imperscrutabile, perché quanto le Banche centrali stanno realizzando è una specie di operazione a cuore aperto. Finirà bene o finirà male? Qualunque sia la risposta, meglio prevenire che intervenire quando il danno è ormai fatto, e magari è irrecuperabile. Le troppe crisi degli ultimi dieci anni ne sono la migliore conferma.

photo credit: fsgm via photopin cc