Tempi ancora più duri per i cittadini americani che detengono ricchezza all’estero non dichiarata sopra la soglia di 50 mila dollari. Ha infatti scadenze strettissime l’applicazione del regime FATCA (Foreign Account Tax Compliance Act) voluto fortissimamente dagli USA per prevenire (e reprimere) l’evasione fiscale dei propri contribuenti al di fuori dei confini nazionali. Ecco che cosa prevede anche in Italia.

Persone fisiche, cittadini o contribuenti – US person - sono tenute a dichiarare al fisco americano (IRS) le proprie attività finanziarie  al superamento di determinate soglie di valore – in genere 50/mila dollari). Dal 1° luglio 2014 entrerà in vigore la normativa che prevede numerose disposizioni idonee a implementare lo scambio d’informazioni automatico con una serie di istituzioni finanziarie estere (i cosiddetti FFI – Foreign Financial Institution – Partner) allo scopo di ottenere, da parte di questi soggetti, l’identificazione della clientela statunitense per la quale operano secondo  modalità prestabilite dall’Agenzia delle Entrate Usa.  In mancanza di questa identificazione scatterebbe  l’applicazione di una ritenuta del 30% su qualsiasi provento di fonte Usa corrisposto a qualunque soggetto (Us person o meno). A oggi sono circa 80 gli Stati che hanno manifestato l’intenzione di aderire al FATCA, anche se  sono stati già sottoscritti solo 21 accordi. Tra essi quello intergovernativo con l’Italia, firmato il 10 gennaio scorso, al quale dovranno seguire l’emanazione della legge di ratifica e il decreto attuativo del Ministero dell’Economia per rendere operativa ogni procedura.

Ma che cosa contempla la nuova normativa per il nostro Paese ? Quali nuovi obblighi sono previsti ? In primo luogo, è previsto che i soggetti interessati ai nuovi obblighi si censiscano presso un apposito registro tenuto dal Fisco americano; dovranno, altresì, identificare tutta la clientela (con modalità differenziate tra persone fisiche e giuridiche) e trasmettere periodicamente al fisco Usa tramite dell’Amministrazione finanziaria italiana tutta una serie di informazioni.

LE ISTITUZIONI COINVOLTE

L’osservanza agli obblighi FATCA vedrà interessati non soltanto gli intermediari bancari e finanziari tradizionali, ma anche altri soggetti rientranti nell’ambito del cosiddetto FFI (Foreign financial institution) di matrice statunitense. Quindi:

- Banche

- SGR

- Poste italiane (limitatamente all’attività di banco posta)

- Società d’intermediazione mobiliare (SIM)

- Società di gestione accentrata (Monte Titoli)

- Assicurazioni ramo vita

- Organismi di investimento collettivo del risparmio (OICR)

- Società fiduciarie

- Enti di previdenza obbligatoria e complementare

- Istituti di moneta elettronica e di pagamento

- Veicoli di cartolarizzazione (ex Legge 130/1999)

- Trust (qualora il trustee sia un’istituzione finanziaria e almeno uno tra il trust e il trustee sia residente in Italia)

- Stabili organizzazioni in Italia di organizzazioni estere

- Società emittenti di carte di credito

 ADEMPIMENTI: L’IDENTIFICAZIONE DELLA CLIENTELA

I soggetti interessati dovranno, entro il 30 giugno 2016, effettuare una specifica e adeguata verifica in presenza di conti detenuti da persone fisiche con saldo (o valore) al 30 giugno 2014 superiore a 50 mila dollari e inferiore (o uguale) a un milione di dollari. La due diligence dovrà, a tal fine, basarsi su degli indizi di presunta residenza fiscale della persona titolare del conto, attraverso una ricerca elettronica nei propri archivi e registri. Tra questi:

- lo status di cittadino o residente americano titolare del conto;

- luogo di nascita negli Usa del titolare del conto;

- indirizzo di residenza o indirizzo postale in Usa;

- procura o potestà di firma conferita a un soggetto con indirizzo Usa

- casella di posta americana;

- numero di telefono americano;

- ordine di bonifico permanente su conto americano.

Uno o più di questi indizi forniranno all’istituzione finanziaria interessata una doppia possibilità: classificare il conto come americano e trasmettere il tutto alle autorità; oppure decidere di compiere ulteriori verifiche, magari coinvolgendo anche il cliente.

Una procedura più stringente riguarda invece i conti con saldo (o valore) superiore a 1 milione di dollari (sempre al 30 giugno 2014). In questo caso, la verifica dovrà essere effettuata un anno prima (entro il 30 giugno 2015) e dovrà avere natura anche “cartacea” (eventuali prove documentali relative ai cinque anni precedenti).

Infine, per quanto concerne i “nuovi” conti (o rapporti) che verranno aperti dal 1° luglio 2014, i soggetti interessati dovranno, per verificare lo status o meno di US person, ottenere dal cliente un’autocertificazione da cui potere evincere o meno la residenza americana, ovvero acquisire un documento d’identità in corso di validità o un certificato di residenza.

 ADEMPIMENTI: LO SCAMBIO DI INFORMAZIONI

Lo scambio d’informazioni tra  Italia e Usa ha carattere bidirezionale più che di reciprocità. Infatti, vi è un’evidente sproporzione (in termini di complessità e onerosità) tra le informazioni cui sono tenuti gli Stati Partner verso gli Usa, rispetto a quelle cui è tenuta l’Amministrazione americana in senso contrario.

Agli Stati Uniti andranno trasmessi:

- nome, indirizzo e codice fiscale Usa della Us person titolare del rapporto; nel caso di rapporto in capo ad ente con sottostanti una o più Us person, denominazione, indirizzo e codice fiscale (se presente) anche dell’ente;

- codice identificativo del rapporto;

- denominazione e codice FATCA dell’intermediario italiano;

- il saldo e il valore del rapporto al 31 dicembre dell’anno ovvero, in caso di chiusura o trasferimento del rapporto in corso d’anno, il valore al momento della chiusura  o del trasferimento;

- ammontare lordo dei redditi corrisposti a valere sul rapporto nel corso dell’anno o fino al momento della chiusura o del trasferimento.

Verso l’Italia andranno trasmessi:

- nome, indirizzo e codice fiscale dello Stato Partner del soggetto intestatario del rapporto;

- codice identificativo del rapporto;

- denominazione e codice identificativo dell’istituto finanziario Usa;

- l’ammontare lordo dei dividendi e degli interessi di fonte Usa corrisposti a valere sul rapporto e l’ammontare lordo di eventuali altri proventi di fonte Usa.

Roberto Lenzi – Avvocato, Lenzi e Associati

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