Quanti siano gli italiani con capitali detenuti all’estero non è chiaro, così come le varie fonti discordano sull’importo totale della ricchezza esportata illegalmente. E che nei prossimi mesi potrebbe rientrare nel nostro Paese dopo l’approvazione del provvedimento di legge della cosiddetta voluntary disclosure.  Comunque si annuncia una buona notizia per chi ne sarà coinvolto. La legge 186 del 2014 entrerà infatti in vigore il 1° gennaio 2015, spostando di fatto di un anno in avanti le lancette della retroattività per i periodi accertabili. E’ il caso quindi fare un po’ di chiarezza sui termini temporali da tenere in considerazione. Sono questi, riassunti in base al tipo di violazione commessa:

● nel caso di dichiarazione infedele (per esempio tralasciata o errata indicazione di redditi oppure errata determinazione degli stessi) l’applicazione dell’accertamento risalirà:

- nei termini normali al 2010 in riferimento a capitali detenuti in Paesi appartenenti alla cosiddetta “white list”, cioè quelli inclusi nella lista degli Stati convenzionati che consentono scambi di informazioni in ambito fiscale;

- nei termini raddoppiati al 2006 in riferimento a capitali detenuti in Paesi appartenenti alla “black list”, ovvero che non prevedono scambi di informazione in ambito fiscale. Fra essi è inclusa la Svizzera, sebbene ci sia la possibilità che Roma e Berna firmino il tanto atteso accordo in materia, ma ciò dovrà avvenire entro il 2/3/2015. Nel qual caso la Confederazione rientrerà nella “white list” e quindi i termini di retroattività nell’applicazione della voluntary disclosure verranno spostati al 2010. Si consentirebbe così di far risparmiare molto ai detentori di capitali in Svizzera, caso più diffuso.

● nel caso di dichiarazione omessa si andrà invece nei termini normali al 2009 per Paesi “white list” e al 2004 per quelli “black list”.

La procedura è ammessa per le violazioni commesse fino al 30 settembre 2014, data ultima di presentazione di Unico riferito all’anno scorso. In questo caso si può però prevedere una dichiarazione rettificativa “anticipata” e sanare l’anno entro il 29 dicembre prossimo. Sarà così possibile appianare l’omessa compilazione del quadro RW di Unico 2014, pagando una sanzione di 258 euro.

La data ultima per l’attivazione della voluntary è stata fissata nel 30 settembre 2015, termine entro cui dovrà avvenire la presentazione della relativa istanza all’Agenzia delle Entrate di competenza territoriale.

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