Ecco un nuovo approfondimento su come economizzare senza grandi difficoltà, adottando piccoli accorgimenti, spesso poco conosciuti.

La pubblicità ricarica il cellulare

Nel complesso mondo della telefonia, dove le offerte delle compagnie non sempre mantengono le promesse, c’è un modo semplice per ricaricare il cellulare. Consiste nel mettere a disposizione il proprio portatile per ricevere sms pubblicitari oppure email nella casella personale. Sono varie le società specializzate che propongono l’iniziativa, facile da gestire. Basta disporre di un telefonino ricaricabile (Tim, Vodafone, Wind o Tre) e accettare – mediante l’adesione con un modulo di iscrizione – il servizio, comunque estraneo ai gestori telefonici. Per ogni sms o email ricevuto si ottiene una microricarica, solitamente di importo sotto 0,10 euro per contatto. L’iscrizione è gratuita e non ci sono oneri di alcun tipo. Per trovare gli indirizzi Internet cui rivolgersi basta compiere una semplice ricerca, per esempio digitando la frase “ricaricare il cellulare con gli sms”.

Alla ludoteca il giocattolo costa poco o anche nulla 

E’ un’iniziativa sperimentata in alcune città italiane, ma importata dall’estero. Si tratta di organizzare, presso ludoteche di proprietà pubblica, dei mercatini di scambio o vendita di giocattoli, oggetti ritrovati in vecchie case e cantine o addirittura di quelli dimenticati per esempio in parchi pubblici o locali privati e poi messi a disposizione della comunità. E’ soprattutto nell’ambito dei giochi che l’idea ha avuto successo, consentendo alle famiglie di reperire balocchi e quant’altro a prezzi convenienti, ma talvolta anche gratis. Vari capoluoghi – soprattutto minori – hanno reso operativa questa trovata.

Lo sport si fa gratis, perché lo offre il Comune

Le attività sportive costano, e spesso troppo. Ecco allora che vari Comuni hanno attivato iniziative particolari ai propri cittadini, allo scopo di promuovere l’aggregazione e il movimento fisico. Per esempio vengono proposti corsi di ginnastica, di atletica e perfino di bocce a particolari categorie sociali: a chi compie 18 anni, a chi va in pensione o a chi è in cassa integrazione. Non esiste logicamente uno schema generale, ma alcune amministrazioni hanno promosso progetti di questo tipo a scopo puramente sociale. Prima quindi di iscrivervi a una palestra o a un club sportivo è meglio informarsi se esiste qualche iniziativa gratuita, attivata dall’amministrazione della località in cui si abita.

Attenzione alle confezioni: spesso sono “gonfiate”

Capita sempre più spesso. Vari produttori, sia fra le multinazionali sia fra le piccole aziende locali, hanno sperimentato con successo la formula del “gonfiare” scatole, pacchetti e sacchetti per dare l’impressione di offrire maggiori quantità di prodotto, a parità di prezzo. L’artificio è vecchio come il commercio, ma negli ultimi tempi si è diffuso anche in settori prima esenti da simili furbate. Le confezioni conquistano l’occhio del consumatore ed ecco quindi che crescono in dimensioni, lasciando inutilizzata parte del volume interno. Quello che importa è logicamente il peso: fondamentale quindi confrontare non i prezzi proposti quanto quelli al chilo. Tutti lo sanno, ma molti cascano nella trappola del packaging che colpisce, per tipologia, colore, fantasia e talvolta slogan sorprendenti. Scelte più razionali di acquisto convincerebbero i produttori a seguire la strada del risparmio, a vantaggio non solo delle tasche dei cittadini, ma anche dell’impatto ambientale, perché confezioni più piccole significano minori rifiuti.

Con i prodotti sfusi si spende meno

Questo modo di risparmiare può essere messo in relazione con il precedente: acquistando infatti prodotti sfusi si evitano le confezioni e quindi i costi che ne conseguono. Ma ci sono altri vantaggi, più diretti. Se si sceglie il latte alla spina – che alcuni negozi hanno ricominciato a proporre – si abbattono ingenti oneri di stoccaggio. Certo c’è il problema della pulizia dei contenitori: a monte della vendita ciò è stato risolto con raccoglitori trasparenti facili da detergere, trasportare e ricaricare. A valle è il singolo consumatore che deve organizzarsi per garantire perfette condizioni di igiene. Lo stesso vale per i dolciumi, che perfino alcuni produttori di un certo nome hanno ricominciato a vendere sfusi, così come per pasta, riso e legumi. Identica pratica vale per i detersivi – il che è già diffuso nei supermercati – ma perfino per vino e spremute. L’idea piace e si diffonde.

Il vino? Portatevelo da casa!

Questo suggerimento non è semplice da realizzare, perché molti ristoranti rifiutano di accettarlo. Altri invece, talvolta più modesti, la tollerano, sebbene con un occhio non tanto ben disposto. Consiste nell’acconsentire che il cliente porti il vino da casa, magari giustificando la scelta perché prodotto in famiglia o regalato da un amico. Tentar non nuoce: ecco allora che la soluzione, già diffusa all’estero (dove magari si paga una cosiddetta tassa sul tappo, applicata timidamente in Germania e Spagna, per compensare i costi di utilizzo di bicchieri e quant’altro), comincia a trovare qualche seguace in Italia. Meglio comunque informarsi prima, per evitare inutili discussioni, se non addirittura litigi. E’ infatti sul vino che molti ristoratori hanno i maggiori margini.

Vacanze in Francia? Il ristorante top fa lo sconto se…

Un peccato ogni tanto si può fare. Per chi abbia occasione di trascorrere anche un breve soggiorno in Francia o viva vicino al confine segnaliamo che esiste un sito Internet di prenotazioni di pranzi e cene in ristoranti di alta classe, attraverso il quale si ottengono poi sconti fino al 50% sui prezzi praticati. Si tratta di LaFourchette.com. Prevede il servizio per oltre 700 locali, tutti di prestigio. Eseguendo la prenotazione attraverso questo canale, non solo si ha la garanzia di un tavolo assicurato, con conferma via sms, ma anche il riconoscimento di un conto ridotto. Con i tempi che passano non è proprio male come proposta. Perché non viene ripresa in Italia?

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