Gli investimenti nelle abitazioni e gli investimenti nell’industria manifatturiera sono due fattori-chiave perché nei prossimi anni l’economia americana possa prendere il passo di una reale fase di crescita. Guardando a questi due dati fondamentali Joseph G. Carson, economista, direttore della ricerca presso la società di gestione indipendente Alliance Bernstein, si dichiara ottimista: “Crediamo che la combinazione di questi due fattori – ha scritto nel suo ultimo rapporto sugli Stati Uniti  – unita a una politica monetaria ‘rilassata’, sia la ricetta per un ciclo di crescita economica più forte e sostenibile”.

Carson non nasconde l’incertezza che comunque resta sulla capacità degli Stati Uniti di ricominciare a crescere con il ritmo giusto. L’attuale ripresa, ricorda, è storicamente lenta, sia per l’irregolarità del ciclo economico che per la profondità del buco dal fondo del quale è cominciata. Quando nel 2009 la ripresa è partita, ricorda l’economista di Alliance Bernstein, le famiglie non erano in condizione di spendere causa aggravio di debiti, scarsa liquidità, posti di lavoro e redditi insicuri. E il ciclo dell’immobiliare, che spesso guida le fasi inziali delle riprese economiche, non poteva aiutare: era rallentato dalla spada di Damocle del record di abitazioni invendute così come dal grande numero di case oggetto di azioni di recupero crediti. Nello stesso tempo le aziende non investivano, nel dubbio che la domanda di mercato non fosse in grado di generare sufficienti ritorni per gli investimenti.

Secondo Joseph G.Carson esistono almeno tre ragioni perché, a fronte di un contesto come quello degli ultimi quattro anni, il ciclo di crescita possa presumibilmente continuare.

 1 - Condizioni finanziarie favorevoli

Le condizioni finanziarie, che sono la linfa della ripresa, rimarranno “rilassate” dal momento che  le autorità monetarie sono intenzionate a proseguire con una politica accomodante ancora per un lungo periodo: il rallentamento del QE (quantitative easing) non è un percorso prefissato, e la politica dei bassi tassi dovrebbe continuare anche dopo la fine del programma.

 2 - L’edilizia punta verso l’alto

L’investimento delle famiglie nell’abitazione dovrebbe aumentare, trainando guadagni più rapidi nelle costruzioni e in altri settori collegati ai consumi. Inoltre il numero di nuove costruzioni è ai livelli più bassi del Dopoguerra.

3 – Ritorno degli investimenti delle imprese

Gli investimenti delle aziende sono pronti per un rimbalzo, soprattutto nell’industria manifatturiera. I sottoinvestimenti degli anni Duemila erano dovuti a due fattori: a) perdita di quote di mercato a favore di nuovi produttori come la Cina, e trasferimento all’estero di parti del business domestico per mantenere la competitività. Oggi la produttività delle aziende americane è molto più alta. Secondo l’economista di Alliance Bernstein le società avranno bisogno di investire in nuove tecnologie, quando non in nuovi impianti, per far crescere il loro business e riprendersi quote di mercato in patria e in giro per il mondo.

Va infine considerato che la fonte principale di energia dell’industria manifatturiera americana è il gas naturale, relativamente abbondante ed economico, mentre i concorrenti europei e asiatici  dipendono dal petrolio, che è relativamente caro. Anche questo elemento può, seppure marginalmente, rendere più attraente investire negli Stati Uniti.

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