La ripresa giapponese resta sul binario giusto, la “Abenomics”, la politica economica del primo ministro Shinzo Abe (nella foto), funziona. Lo sostiene Guy Bruten, economista globale specializzato su Asia e Pacifico, in un rapporto “controcorrente” dell’americana Alliance Bernstein, società indipendente di gestione del risparmio. Secondo Bruten la delusione degli osservatori internazionali per la crescita inferiore al previsto del Pil giapponese nel secondo trimestre non era giustificata. Ora i dati disponibili sull’andamento dell’economia nelle settimane passate confermano questa visione più positiva, che l’economista di Alliance Bernstein motiva con tre elementi-chiave:

  • L’attività economica continua a tenere il passo. Gli ultimi dati che provengono dal settore manifatturiero lo dicono chiaramente. In particolare: l’indice PMI (elaborato interrogando i direttori acquisiti delle imprese), si è ripreso in agosto (52,2) e nello stesso mese è rimbalzata anche la produzione industriale, cresciuta del 3,2% dopo il calo del 3,1% in luglio.
  • La robustezza dell’attività economica continua a determinare un mercato del lavoro più forte: il tasso di disoccupazione è “precipitato” al 3,8% e si appresta a raggiungere il livello più basso toccato nel 2007, alla fine dell’ultimo periodo di espansione economica del Paese. Il rapporto tra offerte di lavoro e numero di quelli che lo cercano continua a salire, le prospettive sono in generale positive.
  • L’inflazione tende a salire. L’indice dei prezzi al consumo sta viaggiando intorno allo 0,7%, quella della sola area di Tokio (che è disponibile un mese prima di quella nazionale) cresce dell 0,2% mese su mese, facendo immaginare che già il prossimo dato potrebbe mostrare un’accelerazione anno su anno rispetto all’attuale 1%.

Tutto questo, secondo l’autore del rapporto di Alliance Bernstein, ci dice che la ripresa guidata dallo stimolo governativo procede nella giusta direzione.

photo credit: Jrim via photopin cc