Conviene andare all’estero per i denti? Che strano posto l’Europa!  Gli italiani che abitano nelle regioni di confine del Nord  sostengono che ricorrere a un dentista d’Oltralpe costa meno. Chi abita in Svizzera e Austria spesso afferma che la Germania è più conveniente! Ma, nel Nord di quest’ultima, la clientela fugge all’estero, ovvero in Belgio, Olanda e Danimarca. Il prato del vicino è sempre più verde del proprio? Forse sì, ma è anche vero che fra gli operatori del settore c’è viva concorrenza e quindi si finisce per favorire lo straniero, un cliente in più e magari disponibile a versare qualcosa in nero.

Da tempo si è diffusa poi la persuasione – spesso giustificata – che nei Paesi dell’Est la convenienza è indiscutibile, con sconti di tutto rilievo rispetto alle tariffe praticate in Italia. C’è così chi fugge in Croazia, chi nella Repubblica Ceca o in Ungheria e chi in Serbia o Romania. Dove attrezzate cliniche operano con politiche commerciali molto aggressive e addirittura con promozioni su alcuni tipi di interventi. Convengono davvero? Il tam tam delle opinioni è discorde al proposito. Qualcuno si dichiara molto soddisfatto delle cure ricevute e altri invece si lamentano di trattamenti che hanno comportato non pochi problemi. La vastità dell’offerta e della casistica genera inevitabilmente giudizi diversi, ma sulla convenienza economica quasi nessuno esprime dubbi.

Ecco allora alcuni consigli utili per giudicare se la scelta è davvero appropriata.

● L’importante è confrontare interventi analoghi. Bisogna verificare se i materiali usati sono della stessa qualità, facendosi specificare la tipologia sul preventivo. Se tutte le cure necessarie sono previste. Se è inclusa un’assistenza post operatoria. Se gli eventuali impianti dentali sono completi. Se anestesie e radiografie sono comprese.

● Decisivo è il costo delle trasferte. Risparmiare 1000 euro e poi dover sopportare costi di trasporto rilevanti non ha senso. Diversa la valutazione se il minore esborso raggiunge i 5.000 o 10.000 euro. E’ pur vero che in molti casi le cliniche estere assicurano anche gli oneri di soggiorno, in presenza di interventi su più giorni.

● Prima di decidere occorre verificare se eventuali mutue o assicurazioni prevedano il rimborso per interventi effettuati all’estero e con quali modalità. Risulta infatti che – di fronte a fatture talvolta poco chiare o in lingue diverse dall’italiano – siano sorte difficoltà nel riconoscere gli indennizzi. Stesso discorso per le detrazioni fiscali.

● Attenzione a valutare i rischi di cambio per la valuta con cui si paga. Un preventivo può essere effettuato a certe condizioni, ma il pagamento avvenire in una situazione meno favorevole. Meglio quindi trattare sempre in euro, sia nella fase di valutazione sia in quella di saldo dell’onorario. Molte cliniche lo fanno già, ma tutta la trattativa va gestita nella stessa moneta, per evitare incognite sempre possibili.

● Prima di decidere occorre comunque informarsi sul costo delle prestazioni in Italia, ricorrendo anche – laddove ciò sia previsto – alla sanità pubblica, il che avviene solo per interventi di base o – all’opposto – più complessi, in presenza di patologie particolari.

● In alcuni casi sono previste convenzioni per categorie sociali o professionali presso istituti dentistici italiani. I clienti non sempre lo sanno e perdono così agevolazioni consistenti, basate su accordi aggiornati di anno in anno.

● Un consiglio inevitabile, che rischia però di appesantire il bilancio economico dell’intervento: prima di affidarsi alle mani di medici stranieri, di cui non si sa quasi nulla, è meglio compiere una visita preventiva, per verificare condizioni di igiene, dimensioni del centro medico e disponibilità a fornire informazioni. Questo passo è inevitabile per evitare spiacevoli sorprese.

● Infine tutti i pagamenti devono essere “tracciabili”: niente contanti e solo assegni (se accettati) o bonifici internazionali. In caso di difficoltà a effettuarli personalmente si dia disposizione alla propria banca a emetterli a operazione conclusa.