Rimane preda della volatilità Fiat dopo i conti diffusi in settimana. I numeri della casa automobilistica (nella foto il numero uno del gruppo Sergio Marchionne) non sono stati brillanti e l’azienda ha rivisto al ribasso i target sul 2013. A deludere in maniera particolare non sono stati i ricavi, bensì l’utile: si è fermato a 189 milioni di euro contro un consenso (media delle aspettative degli analisti, ndr)  di circa 260 milioni.

Il Lingotto ha anche abbassato le stime sull’intero anno, portando l’utile netto nel range 0,9-1,2 miliardi di euro rispetto agli 1,2-1,5 precedenti. Dopo i conti sono partite una serie di revisioni dei target price (prezzi obiettivo) da parte delle principali banche d’affari che di fatto hanno aumentato i volumi in vendita sul titolo.

TIMORI PER GLI OBIETTIVI DI  VENDITA IN BRASILE

Qualche timore in più sta arrivando, a nostro avviso, sulle prospettive di crescita in Brasile, il principale mercato dopo l’Italia per la casa torinese. Le difficoltà economiche riscontrate negli ultimi dati arrivati dal gigante sudamericano e il deprezzamento del real stanno mettendo in discussione i target sulle vendite in quell’area geografica. In Europa le cose non vanno molto meglio. I dati delle immatricolazioni rilasciate dall’Acea negli ultimi mesi hanno mostrato segnali di ripresa, che però non hanno coinvolto il gruppo Fiat.

Il mercato da qui a fine anno potrebbe mettere da parte questi elementi negativi e continuare a sperare nell’acquisizione della quota di Chrysler, attualmente in mano a Veba. Riteniamo che questo possa essere l’unico driver per una ripresa di quota sino a fine anno.

COSA DICE L’ANALISI TECNICA

Dal punto di vista tecnico, il titolo ha rotto mercoledì 30 ottobre i minimi estivi a 5,60 euro, arrivando a testare il supporto a 5,50 euro, dove passa ora la media mobile a 200 giorni. Oggi, venerdì 1 novembre, quotava a mezzogiorno nuovamente intorno a 5,60 (meno 2,5% rispetto a ieri giovedì). Il principale supporto ora rimane a quota 5,11 euro, minimi testati in tre occasioni tra maggio, giugno e luglio. Siamo ancora molto lontani da quei livelli e delle conferme per una simile discesa arriverebbero solo con una perforazione dei 5,50 euro. Indicazione positive arriverebbero solo con un ritorno sopra i 6 euro, resistenza di mercoledì, dove sta approssimando ora la media mobile a 50 giorni. Ciò sarebbe preludio per un accelerazione verso area 6,20 euro prima e poi 6,50. La resistenza qui è molto forte dato che tale livello ha ostacolato il rialzo del titolo in tre occasioni nei mesi di giugno, agosto e ottobre. L’eventuale superamento, difatti, rilancerebbe le prospettive rialziste di medio lungo periodo che vedrebbero come primo target la soglia dei 7,50 euro.”

Vincenzo Longo – Market strategist IG

http://www.ig.com/it/news-e-analisi-di-mercato?QPID=727233843&QPPID=1?icmp=leonard_311013

photo credit: Giuseppe Nicoloro via photopin cc