Il mese di ottobre è stato, per il momento, molto positivo per Piazza Affari. Il principale indice, il FTSE Mib, ha guadagnato quasi l’8% (rialzo massimo del 13%), toccando un picco mensile ben al di sopra dei 19 mila punti.  Molti investitori continuano a chiedersi se il rally azionario partito dai minimi di luglio possieda ancora la forza per segnare nuovi massimi relativi. Su quale livello potrebbe fermarsi l’indice entro fine anno? Conviene entrare sull’azionario italiano? E’ opportuno incrementare le proprie posizioni sui titoli italiani, aumentandone così il peso nel proprio portafoglio?

TREND POSITIVO, MA NON AUMENTARE LE POSIZIONI

La nostra sensazione è che il mercato azionario italiano possa ancora dare continuità al trend positivo almeno fino a fine anno. Manteniamo quindi una visione moderatamente rialzista che non dovrebbe tuttavia suggerire di aumentare le posizioni sull’azionario italiano, che in un portafoglio bilanciato ben diversificato dovrebbe rappresentare una quota del 15%.

La principale ragione per le nostre aspettative positive è il prolungamento delle politiche ultra-accomodanti della Federal Reserve che attraverso gli stimoli monetari (piano di acquisto di titoli governativi da 85 mld di dollari al mese) sostiene ormai da molto tempo le Borse mondiali. Secondo le nostre attese il piano di “Quantitative Easing” della FED rimarrà invariato almeno fino a gennaio 2014 (ultimo mese di Ben Bernanke alla presidenza, da febbraio 2014 il nuovo numero uno della FED sarà Janet Yellen). Reputiamo inoltre che, a trainare le quotazioni di Piazza Affari, saranno anche le prospettive positive sulla possibile ripresa delle attività economiche in Italia nel quarto trimestre.

CRISI DI GOVERNO PRINCIPALE RISCHIO

Dobbiamo però sottolineare che esistono ancora dei rischi significativi che potrebbero fare vacillare le nostre attese positive. Il principale rischio per la crescita dell’azionario è una prossima crisi di Governo soprattutto a causa della spaccatura all’interno del PDL. Riteniamo, tuttavia, che il presidente del Consiglio Enrico Letta abbia i numeri sufficienti in Parlamento per portare avanti le riforme strutturali necessarie per rilanciare l’economia italiana.

Tornando a discutere di livelli strategici sul FTSE Mib, crediamo che il livello di 20 mila punti sia strategico nel medio/breve termine e solamente il superamento di tale riferimento possa dare la forza ai prezzi per allungare ulteriormente verso i 21 mila punti.  Attenzione tuttavia al possibile cedimento del supporto a 17650 punti, preludio a una probabile flessione verso 17180 e 16500.

Filippo Diodovich - Market strategist di IG Italia

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