Chi più guadagna meno paga! Possibile che  la combinazione di tassazione delle rendite finanziarie più imposta di bollo produca questa sorta di distorsione fiscale? La risposta è affermativa. Alla vigilia dell’entrata in vigore dell’aumento dal 20% al 26% dell’aliquota per quasi tutti i guadagni di natura finanziaria, che scatterà il prossimo primo luglio 2014, eccone una dimostrazione nell’articolo di Roberto Lenzi, avvocato patrimonialista esperto di diritto finanziario.

La tassazione sulle rendite finanziarie (26%)  abbinata all’imposta bollo (0,20%), vero e proprio balzello di natura patrimoniale –  ancorché definito bonariamente “mini”- determinano un effetto perverso: al crescere della redditività degli investimenti l’incidenza di quanto pagato da risparmiatore diminuisce; in altre parole: più aumenta il rendimento, minore è l’incidenza percentuale dell’esborso sostenuto.

Un esempio pratico può aiutare a comprendere meglio questo meccanismo. Si ipotizzi un capitale di 100 mila euro, su cui vengano applicate sia l’imposta di bollo annuale pari allo 0,20% sia l’imposta sulle rendite finanziarie pari al 26%. Vediamo 4 ipotesi di rendimento e calcoliamo per ciascun caso l’esborso fiscale complessivo e l’incidenza percentuale sul guadagno ottenuto.

PIU L’INVESTIMENTO RENDE, MENO LE IMPOSTE INCIDONO SUL GUADAGNO

1 – rendimento 1%: l’esborso complessivo sarà pari a 460 euro, di cui 200 euro quale imposta di bollo e 260 euro come conseguenza dell’aliquota del 26% sul rendimento (1000 euro pari all’1% di 100 mila). In questo caso, otterremo come risultato che l’incidenza percentuale sulla rendita sarà pari al 46% (460 euro diviso 1000 euro).

2 – rendimento 2%: l’esborso complessivo sarà pari a 720 euro, di cui 200 euro quale imposta di bollo e 520 euro quale importo risultante dall’applicazione dell’aliquota del 26% sul rendimento (2 mila euro pari al 2% di 100 mila). In questo secondo caso l’incidenza percentuale sulla rendita sarà pari al 36% (720 euro diviso 2 mila euro).

3 –  rendimento 5%: l’esborso complessivo sarà pari a 1.500 euro, di cui 200 euro quale imposta di bollo e 2.600 euro quale importo risultante dall’applicazione dell’aliquota del 26% sul rendimento (5 mila euro pari al 5% di 100 mila).In questa ulteriore ipotesi l’incidenza percentuale sulla rendita diminuirebbe al 30% (1.500 euro diviso 5 mila euro).

4 – rendimento 10%: l’ esborso complessivo sarà pari a 2.800 euro, di cui 200 euro quale imposta di bollo e 2.600 euro quale importo risultante dall’applicazione dell’aliquota del 26% sul rendimento (10 mila euro pari al 10% di 100 mila). In questa ipotesi l’incidenza percentuale sulla rendita diminuirebbe ulteriormente: 28% (2.800 euro diviso 10.000 mila euro).

E si potrebbe continuare. Sarà comunque importante ricordare sempre (fiscalità a parte) il principio fondamentale che la ricerca di un maggior rendimento è di regola accompagnata da un maggior rischio; e, pertanto, non dimenticare mai che la ricerca di maggiori opportunità fiscali non si traduce a danno del profilo personale di ognuno (rischio/rendimento). E questo vuoi con riferimento all’investitore-risparmiatore, vuoi da parte di coloro che offrono servizi di investimento e consulenziali in genere.

Roberto Lenzi – Avvocato, Lenzi e Associati

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