Anche gli scozzesi, con il loro gonnellino, potrebbero determinare scelte importanti per i vostri investimenti. Un’eventuale vittoria del al referendum separatista di giovedì, con il distacco della Scozia da Londra e dal Regno Unito, avrebbe infatti influenze rilevanti soprattutto sulle valutesterlina in primo luogo ma anche euro in sottofondo – perché aprirebbe la strada ad altri progetti indipendentisti in diversi Paesi europei.

CHE COSA FARE SE VINCE IL SI’ (INDIPENDENZA SCOZIA)

L’impatto maggiore – naturalmente negativo – lo subirebbe, in presenza di una vittoria dei sì, la sterlina, per due motivi: preoccupazioni per la tenuta dell’economia e possibile rinvio del tanto annunciato aumento dei tassi di interesse, previsto per il 2015. L’effetto sarebbe sfavorevole pure per le banche britanniche, quasi tutte pesantemente collocate in Scozia e per il settore energetico, che si troverebbe a dover affrontare l’incertezza delle forniture provenienti in campo petrolifero dal Mare del Nord.

Pochi investitori italiani sono esposti al mondo britannico, salvo nell’ambito delle obbligazioni in sterline, che subirebbero un ribasso dalla probabile debolezza della divisa. Negli ultimi giorni si è mossa fra 0,80 e 0,79 contro euro, con un segnale di forza interessante, pur in presenza delle indiscrezioni su una presunta vittoria del sì. I mercati non ne sembrano convinti e hanno preferito restare esposti sulla divisa, più di quanto ci si potesse attendere.

CHE COSA FARE SE VINCE IL NO (IL REGNO RESTA UNITO)

Se predominasse il fronte del “restiamo tutti assieme” è indubbio che la spinta a favore della sterlina sarebbe significativa, non tanto per il fattore politico quanto per la conferma dell’avvicinarsi della data di rialzo dei tassi da parte della BoE (Banca centrale). I margini di rivalutazione non dovrebbero però essere rilevanti, almeno nella fase iniziale. La barriera degli 0,78 sterline contro euro potrebbe essere rotta nei prossimi mesi, ma perché ciò avvenga sarà necessario un periodo di abbastanza prolungata lateralità.

Giudizio invece molto favorevole per i titoli di Stato di Londra e soprattutto per quelli legati all’inflazione, che quest’anno hanno già registrato una corsa di tutto rispetto. Interessanti anche le potenzialità di un’ulteriore crescita per la Borsa di Londra (Ftse 100), sebbene il recente superamento dei massimi storici costituisca un motivo per prevedere una fase di instabilità nel breve periodo. Oltre la Manica, in qualunque modo vadano le cose, c’è comunque un mondo da prendere in considerazione, più di quanto l’investitore italiano non abbia mai fatto.

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