I risparmiatori sono veramente sicuri di conoscere quello che stanno acquistando quando si accingono a sottoscrivere un titolo obbligazionario presso uno sportello bancario o attraverso un promotore finanziario? Magari acquistano perché realmente convinti che tali strumenti siano “assolutamente” da preferire rispetto ad altri in virtù di una minore rischiosità percepita; addirittura, in molti casi, ritenendo che l’acquisto diretto di obbligazioni possa consentire  un maggior controllo della situazione rispetto, che so, alla sottoscrizione attraverso fondi o sicav specializzati. Certo è che il collocamento di obbligazioni allo sportello costituisce nella maggior parte dei casi il principe dei conflitti d’interesse: le banche da una parte, e l’ignaro risparmiatore dall’altra.

ASIMMETRIA INFORMATIVA

E’ la situazione dove appunto si manifesta, con i suoi massimi effetti,  la cosiddetta asimmetria informativa: il processo di conoscenza e valutazione di un prodotto/servizio non è uguale per i due soggetti; non tale, comunque, da consentire al soggetto debole – il risparmiatore – di assumere decisioni consapevoli. Su queste basi, come sono proposti questi strumenti? Consentono al risparmiatore di poterli comparare con altri? L’investitore è a conoscenza del rendimento netto (soprattutto da costi molte volte non espliciti)  e dell’effettiva rischiosità? Sono veramente ottimali per le esigenze del risparmiatore? Oppure vengono proposti avendo come attenzione prioritaria di chi li vende la necessità di fare cassa? Se osserviamo retrospettivamente quanto avvenuto nel recente passato, queste domande non paiono così peregrine. Il fenomeno appare ancora più rilevante se ci riferiamo alle cosiddette obbligazioni subordinate, che l’inconsapevole investitore il più delle volte non sa neppure cosa siano (magari perché non conscio di quanto sta sottoscrivendo). Il problema, ovviamente, non è demonizzare uno strumento; solo consentire a chi lo sta acquistando di avere la consapevolezza di che cosa  sta acquistando (e quale valore ha) sotto tutti i profili, avendone chiari vantaggi e svantaggi.

I VANTAGGI DELL’INVESTIMENTO TRAMITE FONDI E SICAV

Acquistati direttamente questi titoli comportano spesso un esborso non inferiore a 50.000 euro. Non è un caso, allora, che  siano oggi confezionati da operatori specializzati in veicoli collettivi (sicav/fondi) onde consentire non solo una maggiore accessibilità, dal momento che si possono investire alche solo poche migliaia di euro, ma anche una notevole diversificazione, vista la molteplicità di titoli in portafoglio con emittenti e rating diversi) e una facile negoziabilità (generalmente con quotazione giornaliera).

Non dimentichiamo, peraltro, che l’enfasi di vendita sulle obbligazioni (subordinate o meno) è particolarmente accentuata in fase di collocamento al pubblico sul mercato primario (cioè in emissione). In tale momento, infatti, il prezzo delle obbligazioni viene caricato di commissioni di collocamento e altri oneri impliciti che spesso incidono per alcuni punti percentuali (da 2 a 5 nella media) sul prezzo d’acquisto, a tutto vantaggio del collocatore. Volendo infatti sottoscrivere direttamente questi strumenti, basterebbe intervenire sul mercato secondario (vale a dire acquistareil titolo una volta quotato): si riscontrerebbe immediatamente un prezzo inferiore dovuto al fatto che il mercato colpisce il sovrapprezzo applicato all’emissione. (1 – continua).

Roberto Lenzi – Avvocato, Lenzi e Associati

http://gentemoney.leonardo.it/reddito-fisso-prospettive-di-rialzo-solo-per-le-obbligazioni-ad-alto-rendimento-high-yield/