Nell’industria del risparmio gestito, e più in particolare quando si parla di fondi comuni e comparti di Sicav, è piuttosto frequente imbattersi in classifiche di rendimento. Il primo accorgimento da soddisfare è che il confronto sia omogeneo ed è per questo che si elaborano graduatorie in base alle categorie di investimento.Assogestioni, l’associazione di categoria delle società di gestione del risparmio (Sgr), ne ha classificate 45, sebbene attualmente per soltanto 23 di queste esista un indice di categoria in quanto presenti almeno tre fondi in gara. Tuttavia, sebbene questa classificazione sia già abbastanza rigorosa, in diversi casi non permette confronti davvero omogenei. Per esempio, nella categoria dei fondi azionari Europa non c’è distinzione tra i fondi che investono nelle large cap (le società a larga capitalizzazione di Borsa), e quelli che puntano sulle mid cap o sulle small cap.

Lo stesso vale anche per i fondi azionari America, per gli azionari area euro e per gli azionari Pacifico. Per questi ultimi, poi, non c’è nemmeno distinzione tra i prodotti che possono investire in tutte le Borse del Far East e quelli che invece escludono l’esposizione in Giappone. Nell’ambito dei fondi azionari Paesi emergenti, poi, non esiste differenziazione tra i prodotti focalizzati sull’Europa emergente, sull’Est Europa, sull’Asia o sull’America Latina. Di esempi come questi se ne potrebbero fare molte altre decine e, proprio per questa ragione, le società specializzate (quali, per esempio, Morningstar e Lipper) hanno adottato categorie interne per classificare i fondi in modo molto più stringente. Tuttavia, anche in questi casi, sebbene il confronto risulti senza dubbio più omogeneo, resta ancora un aspetto da non trascurare: il rischio. Infatti non basta effettuare un raffronto a livello di performance tra fondi perfettamente comparabili tra loro se si escludono i pericoli corsi dai gestori per realizzare i rendimenti. E’ importante, cioè, mettere in relazione performance e rischio, quest’ultima calcolata con la standard deviation e quindi come variabilità della quota nel tempo. Le classifiche elaborate in base al rapporto rischio / rendimento o tramite l’indice di Sharpe consento proprio di confrontare i fondi di una specifica categoria in base all’efficienza e non soltanto alla performance.

Esaminiamo un primo esempio. Nella categoria dei fondi azionari Paesi emergenti il comparto Aberdeen global emerging marker smaller company ha registrato un rendimento a tre anni annualizzato del 17,82% con una volatilità annualizzata del 13,29%. Il fondo Reyl (LUX) gf emerging markets equities, invece, a fronte di una performance triennale annualizzate del 17,64% ha evidenziato una volatilità del 13,49% e il comaprto Vontobel fund emerging markets equity ha guadagnato il 15,08% annualizzato in tre anni con una volatilità del 10,71%. In base al rapporto rendimento / rischio, però è il comparto di Vontobel il più efficiente (1,41), davanti al fondo di Aberdeen (1,34) e a quello di Reyl (1,31).

Fondi azionari Paesi emergentirend. a 3 anni annualizzatovolatilità a 3 anni annualizzatarapporto rendimento/ rischio
Aberdeen global emerging marker smaller comp.17,82%13,29%1,34
Reyl (LUX) gf emerging markets equities17,64%13,49%1,31
Vontobel fund emerging markets equity15,08%10,71%1,41

Un secondo esempio, riguarda invece la categoria dei fondi obbligazionari governativi euro dove sulla distanza dei tre anni il primatista in termini di rendimento è Acomea Euroblbigazionario (+6,50% la performance annualizzata), davanti a Natixis Souverains euro (+5,29% annuo) e a Pioneer sf curve 7-10 year (5,27% all’anno). Rielaborandola graduatoria in base al rapporto rendimento / rischio, al primo posto passa il comparto di Natixis, seguito da quello di Pioneer e quindi quello di Acomea.

Fondi obbligazionari governativi eurorend. a 3 anni annualizzatovolatilità a 3 anni annualizzataRapporto rendimento/ rischio
AcomeA eurobbligazionario6,50%10,43%0,62
Natixis Souverains euro5,29%5,29%1
Pioneer sf euro curve 7-10 year5,27%6,21%0,85

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