In termini molto generali, l’assicurazione sulla vita è un contratto con cui il contraente si obbliga al versamento di uno o più premi (in denaro o in natura) e l’impresa assicurativa si obbliga a pagare un capitale o una rendita, ad uno o più beneficiari, al verificarsi di un evento legato alla vita umana: morte o sopravvivenza. I beni conferiti sotto forma di premio (denaro, titoli o altro permesso) diventano proprietà della Compagnia di assicurazione, mantenendo il contrente il diritto alla prestazione oggetto del contratto. Anche lo strumento della polizza vita (che può caratterizzarsi diversamente: puro rischio, previdenziale, finanziaria) può realizzare effetti protettivi del patrimonio.

IMPIGNORABILI E INSEQUESTRABILI?

Tuttavia, in materia di impignorabilità e insequestrabilità (con ciò riconducendoci in parte a quanto già delineato per il trust) occorre fare riferimento all’art. 1923 del codice civile che stabilisce che le somme dovute dall’assicuratore al contraente (o al beneficiario) non possono essere sottoposte ad azione esecutiva (pignoramento) o cautelare (sequestro conservativo o giudiziale); fatte salve, rispetto ai premi pagati le disposizioni relative alla revocatoria (fallimentare e ordinaria) per gli atti compiuti in pregiudizio dei creditori e quelle relative alla collazione, all’imputazione e alla riduzione delle donazione. In altre parole: occorre che i contratti vita siano fatti “in bonis”, vale a dire in un periodo non sospetto e non in pregiudizio di creditori/terzi o contro norme imperative. I soggetti che dimostrassero di avere subito un pregiudizio potrebbero sempre richiedere il riscatto della polizza e soddisfare così (rispetto ai premi pagati) le loro pretese.

In tema di impignorabilità e insequestrabilità è intervenuta, però, la Corte di Cassazione a Sezioni unite con un orientamento restrittivo (sentenza 2871 del 31/3/2008) su un conflitto giurisprudenziale di Sezioni non unite di Cassazione (anni 1999 e 2000), affermando l’impossibilità per il curatore fallimentare di riscattare una polizza vita sottoscritta con finalità previdenziali. Il tema previdenziale delle polizze vita (caratterizzate da un rendimento minimo garantito, dalla garanzia del capitale a scadenza, con traslazione del rischio a carico dell’assicuratore) costituisce l’elemento su cui si sono basate molte pronunce giurisprudenziali. Diversamente, occorrerebbe stipulare queste polizze con il connotato della irrevocabilità; ad esempio, contratto a favore di terzi. (6 – fine)

Roberto Lenzi – Avvocato, Lenzi e Associati

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