Nel mondo i gioielli tirano più degli orologi, si vendono sempre più borse in pelle di fascia alta e meno borse in tessuto con il logo dello stilista, le spese degli uomini per cosmetici e abbigliamento crescono di più di quelle delle donne. Ma l’economia della Cina ha rallentato e i cinesi attualmente comprano meno prodotti di lusso, e così accade in generale nei mercati emergenti che da anni spingono il rialzo in Borsa del settore. Le quotazioni sono calate negli ultimi tempi del 10% circa, e in alcuni casi i titoli si scambiano al di sotto delle loro medie storiche. Gli investitori devono preoccuparsi? No, perché i consumi dei beni di lusso sono aumentati negli Stati Uniti, addirittura con percentuali a due cifre, e  – a sorpresa – anche in Giappone, uno storico mercato per il lusso europeo e italiano che ormai da anni mostrava segni di debolezza.

Secondo Scilla Huang Sun e Andrea Gerst, responsabili del fondo di investimento Julius Baer Luxury Brands Fund della società di gestione svizzera Swiss & Global AM, i fondamentali del settore restano buoni e le prospettive positive: le società continuano a crescere e a investire.

“Prevediamo che il 2013 – affermano- sarà un altro anno solido, con una crescita dell’industria dei beni di lusso del 6-8%. Nel primo trimestre, questo settore ha registrato un aumento del 7%. Riteniamo che le aziende raggiungano cifre simili nel secondo trimestre. Ci attendiamo margini operativi ancora elevati, ma non con un’espansione eccessiva nel 2013, perché le aziende continuano a investire”.