L’indice FTSE Mib ha segnato venerdì  nuovi record dal 4 luglio 2011, a quota 20485 punti. Il rialzo è venuto nel giorno dell’annuncio che dopo nove trimestri in terreno negativo il Pil italiano è ritornato a segnare il segno più (un misero +0,1% che comunque dà una timida indicazione di ripresa). Ma l’ottima performance  della Borsa è legata in prevalenza alle vicende politiche interne. Il mercato, nel brevissimo termine, potrebbe, infatti, apprezzare il passaggio del testimone tra l’attuale premier, Enrico Letta, e il segretario del Partito Democratico, Matteo Renzi. L’esecutivo di Letta si era infatti fermato nel portare avanti quelle riforme strutturali necessarie per rilanciare la crescita delle attività economiche. La mancanza di un consenso popolare per il numero uno del PD potrebbe, tuttavia, costituire un elemento di debolezza per l’esecutivo nel medio-lungo termine.

Rispetto agli ultimi due anni, questa volta il cambio al vertice non è stato accompagnato da un clima di sfiducia da parte degli investitori. Anzi, l’Agenzia del Tesoro è riuscita a registrare nuovi record sui rendimenti nelle recenti aste di titoli di Stato (spread Btp-Bund sceso anche sotto la soglia non solo psicologica dei 200 punti base) e la fiducia degli investitori esteri sull’Italia è sensibilmente migliorata grazie alle nuove prospettive sulla crescita, alle azioni della Banca Centrale Europea e al rallentamento dell’inflazione.

Il mercato ora si aspetta che il nuovo esecutivo possa accelerare il processo di riforme avviato da Letta. Sfida molto difficile vista anche la situazione complessa della maggioranza di governo.

Filippo Diodovich – Market strategist IG Italia

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