In una giornata un po’ alternante, complici le parole della neo presidente della Fed Janet Yellen, analizziamo alcuni titoli del listino italiano che stanno correndo all’impazzata. Si tratta di piccole e medie capitalizzazioni, settore che dà grandi soddisfazioni agli investitori e che fra l’altro ha il vantaggio di non comportare il pagamento della Tobin Tax, dovuta solo per i titoli di primo piano.

BIALETTI PROTAGONISTA ASSOLUTA

La società, leader nel settore delle caffettiere Moka e del pentolame, continua a correre. La motivazione addotta dagli operatori di Borsa riguarda la scelta di rinviare l’aumento di capitale da 15 milioni di euro, previsto per fine 2013. Ma una performance di oltre il 100% in un mese ha certamente motivazioni ben più consistenti. Il tonfo della crisi aveva pesato violentemente sul titolo, che dal 15 gennaio sta però macinando sedute prevalentemente positive. Il superamento della resistenza a 0,472 euro ha dato ancora maggiore forza a un’azione che nel 2008 quotava oltre 2,6 euro. In un grafico di lungo termine il rimbalzo è poca cosa, ma i “candeloni” verdi degli ultimi giorni lasciano intendere che qualche operazione straordinaria è nell’aria.

BANCA PROFILO: DAL PARADISO ALL’INFERNO, E ORA RISALE 

L’istituto è un altro protagonista del listino milanese da alcuni giorni. In questo caso la rincorsa viene attribuita alla presentazione del piano 2014-2016, piaciuta al mercato. Intanto si apprende che l’azionista di riferimento, Matteo Arpe, ha aumentato la sua quota, attraverso l’holding Arepo BP. La performance a un mese è di oltre il 50% , il grafico non è molto diverso da quello di Bialetti. All’inizio degli anni 2000 Banca Profilo quotava oltre 6 euro. All’inizio del 2014 era scesa a 0,20 euro. Ora è lievitata a 0,33 euro e i margini per un successivo scatto in avanti appaiono consistenti.

BANCA POPOLARE ETRURIA E LAZIO PROSSIMA AL MATRIMONIO

Un altro istituto di credito è dato da giorni come possibile preda della Popolare Emilia e Romagna e oggi entrambi i titoli hanno fatto segnare consistenti rialzi. Non è un’operazione semplice, ma il mercato sembra crederci. D’altra parte che Banca Etruria sia in aria di aggregazione con una realtà di maggiori dimensioni è noto da tempo. In questo caso l’impostazione del titolo è più grafica, con una media mobile a 200 sedute che ha incrociato al rialzo il prezzo attuale, importante riferimento in una visione non solo di breve periodo. Anche qui i margini di crescita sono rilevanti. Prossima la resistenza a 0,72 euro: è quindi possibile che si registri una fase di volatilità, ma saranno le notizie a determinare il corso degli eventi.

RETELIT CORRE: MERITO SOLO DEL BUSINESS?

Questa società, specializzata in connessioni in fibra ottica, ha annunciato alcuni importanti accordi commerciali, fra cui l’affermazione nella gara per la concessione di un servizio di comunicazioni per Snam Rete Gas. E ciò ha contribuito a spingere il titolo in Borsa (oggi ha superato 0,715 euro con un +8%), poco lontano dai massimi del 2012 a 0,72 euro. Se riuscirà a superare questo livello nei prossimi giorni, le prospettive sono di una rincorsa verso 0,83 e poi 0,95 euro. Qualcuno si domanda però se dietro a tanta forza ci sia soltanto il business o qualche mano con maggiori interessi.

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