Cresce l’attesa per il meeting di giovedì della Bce dopo i dati deludenti diffusi venerdì sul tasso di disoccupazione e sul tasso d’inflazione dell’Eurozona. Gli operatori si aspettano ulteriori misure accomodanti in grado di allontanare il pericolo di deflazione, dopo che il dato preliminare di gennaio ha mostrato una decelerazione dell’inflazione allo 0,7% su base annua.

Questa volta per Mario Draghi (nella foto) superare le resistenze tedesche potrebbe essere più facile, visto che anche i dati arrivati dalla Germania sui prezzi al consumo e sulle vendite al dettaglio sembrano mostrare che la locomotiva d’Europa viene alimentata solo dall’export e non dai consumi interni.

LE SCELTE POSSIBILI DI DRAGHI: QUANTITATIVE EASING ALL’EUROPEA?

Diverse le ipotesi d’intervento da parte di Francoforte. Le attese propendono per un taglio del tasso di rifinanziamento principale allo 0,1% (dallo 0,25% attuale), anche se queste manovre di recente non hanno avuto gli effetti sperati. Sono necessariamente misure volte alla crescita e all’economia reale. Riteniamo che la misura più efficiente ed efficace potrebbe essere l’acquisto diretto di portafogli di prestiti delle banche, una sorta di Quantitative Easing all’europea. In  questo modo la liquidità che potrebbe essere dirottata verso quelle banche che hanno la più alta concentrazione di prestiti in portafoglio e questo incentiverà la riattivazione del credito.

Rimane in essere anche l’ipotesi di una nuova Ltro, simile al Founding for Lending Scheme della Banca d’Inghilterra, che prevede tassi di rifinanziamento più bassi per le banche che prestano di più, anche se in questo caso rimane l’insidia di un innalzamento del rischio di credito in capo a quest’ultimi a pochi mesi dall’inizio dell’Asset Quality Review.

A questo punto non resta che attendere la conferenza stampa di Mario Draghi, successiva all’annuncio dei tassi. Questa volta le parole potrebbero non bastare. Il mercato ha bisogno di risposte concrete.

EURO, DOLLARO E YEN

L’euro nelle ultime due sedute ha iniziato a riflettere queste aspettative accomodanti e ha aggiornato i minimi da oltre due mesi sia verso dollaro che verso yen. Ci aspettiamo ancora tensioni in vista delle decisioni importanti della prossima settimana. Per il cambio Eur/Usd un target importante rimane collocato a 1,34, al di sotto del quale il cross potrebbe allungare verso i minimi di novembre a 1,33. Rimane questo un livello che il cambio potrebbe raggiungere nelle prossime settimane. Anche sull’Euro/Yen il cambio potrebbe tornare a testare area 135,50, top di ottobre 2013.

Vincenzo Longomarket strategist IG Italia

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photo credit: European Parliament via photopin cc