La pausa pranzo sta finendo, i clienti si accalcano alla cassa, ticket (o card) alla mano. Per i ticket cartacei la trafila è la solita. Ma per  buoni pasto elettronici, cioè caricati su una card, la scena è inedita: la cassiera prende la card, la inserisce nel Pos (quello delle carte di credito e dei Bancomat) e in pochi attimi il cliente ha pagato. La possibilità per bar e ristoranti di accettare buoni pasto elettronici tramite Pos è il frutto di un accordo tra Cartasì (che nel settore food gestisce in Italia 95 mila Pos) e Qui!Group, società genovese leader nei buoni pasto elettronici (ha il 50% del mercato italiano) che nel circuito Qui!Ticket gestisce 15 milioni di buoni pasto all’anno (nella foto il presidente di Qui!Group Gregorio Fogliani). In futuro i Pos di Cartasì potranno accettare buoni pasto elettronici anche di altri emittenti.

Come funziona il servizio? Il pagamento viene trasmesso dal Pos  al server della società che ha emesso il buono, che elabora i dati per il rimborso al ristoratore e per la fatturazione all’azienda che ha dato il buono pasto al dipendente.

L’accordo tra Qui!Group e Cartasì innova un mercato che in Italia – secondo uno studio dell’Università Bocconi – vale 3,42 miliardi di euro, coinvolge 135 mila esercenti e oltre 2,3 milioni di lavoratori che utilizzano in un anno 500 milioni di buoni pasto, il 7% dei quali elettronici.

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