Per comprendere meglio come la successione sia regolata in Italia si può fare riferimento ai concetti di successione legittima, successione necessaria, successione testamentaria.

SUCCESSIONE LEGITTIMA

La successione legittima regola il trasferimento dell’eredità qualora la persona defunta non lasci alcun testamento. In tale caso il principio applicato è quello di preferire i congiunti del de cuius (colui che lascia l’eredità, nel linguaggio giuiridico) a qualunque altro soggetto. Eredi legittimi saranno pertanto, prioritariamente, i parenti più prossimi (figli e coniuge) sino a giungere, in caso di rinuncia degli stessi o loro mancanza, a quelli di grado più remoto, ma non oltre il sesto (oltre, l’eredità si devolve allo Stato).

SUCCESSIONE LEGITTIMA (EREDITA’ SENZA TESTAMENTO)

EREDIQUOTA EREDITARIA
ConiugeIntera
Coniuge + 1 figlio½ figlio – ½ coniuge
Coniuge con più figli1/3 coniuge – 2/3 figli
Coniuge + ascendenti2/3 coniuge + diritto abitazione – 1/3 ascendenti
1 figlioIntera
Più figliIn parti uguali
1 figlio + due nipoti (figli di un altro figlio premorto)½ figlio – ½ ai nipoti in parti uguali
Nipoti di figlio/figli premortiIn parti uguali
AscendentiIn parti uguali
Coniuge + ascendenti + fratelli2/3 coniuge – ¼ ascendenti – 1/12 fratelli e sorelle
Coniuge + fratelli e sorelle2/3 coniuge – 1/3 fratelli e sorelle
Ascendenti + fratelli e sorelle½ ascendenti – ½  fratelli e sorelle
Fratelli e sorelleIn parti uguali
Altri parenti sino al 6° gradoIn parti uguali
Nota: I figli legittimi (nati da un matrimonio) hanno gli stessi diritti (in totale equiparazione) di quelli dei figli naturali (nati da persone non legate da coniugio) e degli adottivi. Con la Legge 219/2012 è stato abolito il c.d. “diritto di commutazione” (soddisfacimento di beni ereditari in denaro o in natura a favore dei figli legittimi nei confronti dei figli naturali, fatta salva la facoltà per questi ultimi -con ricorso al giudice- di opporsi) già previsto dal comma 3 dell’art. 537 del Codice Civile

SUCCESSIONE NECESSARIA

Con il termine, invece, di successione necessaria facciamo riferimento ad una specifica riserva di legge (e in questo la successione necessaria rappresenta una sottospecie di successione legittima, tale da funzionare come un limite alla successione testamentaria) che il codice civile attribuisce a determinati strettissimi congiunti denominati legittimari o eredi necessari.

Tali sono il coniuge e gli ascendenti o discendenti in linea retta che hanno diritto per legge ad una consistente quota di eredità sulla quale il de cuius non può intervenire discrezionalmente: né con donazioni durante la sua vita, né con un testamento con il quale gli stessi siano “dimenticati” o “diseredati”.

In caso di violazione della quota di legittima, i soggetti aventi causa potranno agire con l’azione di riduzione, potendo mettere in discussione gli atti di disposizione testamentaria e tutte le donazioni eseguite in vita, al fine di ricostruire la massa ereditaria sulla quale eseguire la ripartizione nel rispetto delle quote riservate loro dalla legge.

SUCCESSIONE TESTAMENTARIA

Con il principio appena enunciato arriviamo alla successione cosiddetta testamentaria, che è l’unica che consente al de cuius di disporre discrezionalmente nell’ambito successorio dei propri beni, pur con i limiti delle quote riservate ai legittimari sopra indicati.

In Italia, infatti, vige il divieto dei cosiddetti patti successori, tramite i quali il disponente decide di destinare i propri beni per il momento successivo alla sua morte. Il “passaggio” dei diritti ereditari, pertanto, può avvenire solamente per legge o testamento e attraverso l’istituto del Patto di Famiglia  che consente all’imprenditore o al titolare di partecipazioni societarie, a precise e ben individuate condizioni, di trasferire ad uno o più discendenti, in tutto o in parte, l’azienda o le proprie quote (artt. dal 768-bis al 758-octies codice civile, introdotti dalla legge n. 55 del 14 febbraio 2006).

La redazione di un testamento (olografo, pubblico o segreto che sia), dunque, è, di regola, l’unica possibilità di potere disporre di una parte dell’eredità privilegiando alcuni e non altri. In altre parole: il testamento è lo strumento che consente la libera espressione, ancorché compressa in termini quantitativi, delle proprie volontà.

SUCCESSIONE TESTAMENTARIA – QUOTA DI LEGITTIMA E QUOTA DI RISERVA

EREDIQUOTA DI LEGITTIMA QUOTA DISPONIBILE
Coniuge½ patrimonio + diritto abitazione1/2
Coniuge + 1 figlio1/3 patrimonio + diritto abitazione al coniuge1/3 patrimonio al figlio1/3
Coniuge + 2 o più figli¼ patrimonio + diritto abitazione al coniuge½ patrimonio ai figli in parti uguali1/4
Coniuge + ascendenti½ patrimonio + diritto abitazione al coniuge¼ patrimonio agli ascendenti1/4
1 figlio½ patrimonio1/2
2 o + figli2/3 patrimonio in parti uguali1/3
Ascendenti1/3 patrimonio2/3
Nipoti di figlio premorto1/21/2

Importante appare sottolineare come la riserva di legge agli eredi necessari debba tenere conto di un principio di natura quantitativa e non qualitativa: vale a dire, l’intangibilità della legittima (così come riconosciuto dalla giurisprudenza e dalla dottrina) può presupporre che il testatore voglia soddisfare le ragioni dei legittimari attraverso beni di qualunque natura con l’unica condizione che siano compresi nell’attivo ereditario. Pur con i limiti in precedenza delineati, tale aspetto, peraltro positivo in termini di principio, ha favorito in passato, soprattutto in ambito aziendale, pratiche che hanno polverizzato molte imprese nell’ambito delle quali i vari cespiti subivano destinazioni diverse: immobili ad un erede, ramo d’azienda ad un altro e così via.

Esistono tuttavia degli strumenti che consentono di regolare meglio la successione sotto il profilo qualitativo. In particolare il Patto di famiglia e il Trust. Ad essi sarà dedicato l’articolo successivo.

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