L’oro ha chiuso la miglior settimana da marzo dopo aver fatto segnare lunedì scorso i nuovi minimi  del 2013. Sebbene i rischi geopolitici siano ancora molto forti in Medio Oriente e in Ucraina, la discesa dei prezzi dell’oro è proseguita inesorabilmente negli ultimi mesi. Dai massimi estivi, in area 1.340 dollari/oncia, la discesa è stata inarrestabile. Questo movimento è stato guidato principalmente da due fattori:

1)  rafforzamento del dollaro statunitense che ha pesato su l’intero comparto delle commodity;

2) forte decelerazione dell’inflazione in Europa e in Usa, a causa del calo dei prezzi degli energetici.

Dal punto di vista tecnico, il metallo giallo è arrivato lunedì scorso al test del supporto strategico collocato a 1.180 dollari/oncia, minimo toccato due volte nel 2013. Da qui è partito un rimbalzo che ha riportato le quotazioni verso 1.230 dollari. Nonostante i segnali di forte avversione al rischio emersi sui mercati negli ultimi giorni, l’oro non sembra essere stato in grado di accelerare al rialzo. Questo fattore può essere spiegato, a nostro avviso, dalla recente forza del biglietto verde che sta in qualche modo ostacolando la ripresa di quota.

DOLLARO E ORO: COSA ASPETTARSI PER LE PROSSIME SETTIMANE

Alla luce dei commenti di alcuni governatori della Fed sulla forza del dollaro, nel breve ci aspettiamo che il biglietto verde possa indebolirsi un po’ e questo potrebbe dare spazio all’oro per un recupero di area 1.240 dollari. Il target successivo si colloca in area 1.275 dollari. Qui la risalita dovrebbe trovare un forte ostacolo. In un ottica di medio lungo periodo, ci aspettiamo che l’oro possa tornare verso area 1.180 dollari. L’eventuale cedimento di questo supporto potrebbe aprire a una nuova fase di vendite con primo target a 1.100 dollari.”

Vincenzo Longo - Market Strategist IG Italia

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