Il neo segretario del PD Matteo Renzi (nella foto) parte male! La sua idea – sostenuta pubblicamente negli ultimi giorni  – di aumentare la tassazione sulle rendite finanziarie sarebbe una sciagura; si abbatterebbe infatti su milioni di cittadini che hanno risparmiato durante una vita di lavoro e sacrifici. Vediamo di analizzare il problema nel modo più oggettivo possibile.

DOVE SI E’ IPOTIZZATO DI INTERVENIRE

Non è un mistero, perché nei mesi scorsi alcuni parlamentari vicini a Renzi hanno anticipato i possibili interventi:

● Aliquote sulle rendite finanziarie aumentate dal 20 al 30-35%

● Alternativa: imposta di bollo (appena salita al 2 per mille) raddoppiata o forse più

● Possibile introduzione di un’imposta sulle successioni.

In sintesi una botta da migliaia di euro già per i piccoli e medi patrimoni. Al tutto si aggiungerebbe l’idea di ricalcolare le pensioni in base solo al sistema contributivo, colpendo di fatto una buona fascia delle persone anziane, ritiratesi dal lavoro con più elevata incidenza del retributivo. Una decisione quanto meno incostituzionale, perché i diritti acquisiti non possono essere calpestati.

LE DIECI RAGIONI PER DIRE NO A UN’ALTRA STANGATA

1 –  Il risparmio degli italiani è frutto di lavoro già tassato. Non nasce da speculazioni, affari illeciti, strozzinaggi e quant’altro. Produce rendite che servono a migliorare la qualità della loro vita. Si trasforma in Pil.

2 - Chi detiene una posizione alla luce del sole in una banca in Italia non può essere ulteriormente penalizzato rispetto a chi possiede capitali all’estero non denunciati. E’ su questo fronte che c’è una riserva di pesca. Perché continuiamo a non stanare le fortune nascoste e a penalizzare gli onesti?

3 - Gli italiani hanno sempre avuto un’alta propensione al risparmio. Colpirli vorrebbe dire delegittimare questa scelta, nel nome di che cosa? Di uno Stato agli ultimi posti nella classifica mondiale dell’efficienza e della qualità dei servizi?

4 - La volontà di contrapporre le classi d’età, colpendo i “vecchi” a favore dei “giovani”, è quanto di più insensato possa decidere la politica. Ogni generazione ha avuto i suoi confronti, ma nessuna ha applicato l’arma dell’esproprio all’interno dello stesso Paese. La scusa delle riforme del lavoro e di quant’altro non regge. Lo Stato già impone imposte sui redditi e sul patrimonio immobiliare fra le più alte al mondo. Continuare a mettere le mani in tasca ai cittadini è semplicemente inammissibile.

5 - Quando la pressione fiscale aumenta i capitali fuggono. Con una rapidità fulminea! L’Italia è circondata da Paesi molto più tolleranti dal punto di vista del fisco sul risparmio. Vogliamo alimentare di nuovo la strada degli “spalloni”, sebbene ora informatici?

6 - Da dove disinvestirebbero gli italiani? Dagli asset su cui sono più esposti, cioè Btp, obbligazioni bancarie e azioni di casa nostra. Un formidabile autogoal per chi ci governa, dopo anni di discorsi sullo spread che scende. Qualcuno promette che i Btp ne sarebbero esentati, ma questo qualcuno di finanza capisce proprio poco: le vendite colpirebbero infatti gli asset meno remunerativi e poco solidi (i Btp e i bond bancari appunto), trasferendosi inevitabilmente su prodotti più redditizi, quasi solo esteri.

7 - Si vuole giustamente ridurre l’Irap, una tassa semplicemente assurda? Si aboliscano le Province, le Regioni, le migliaia di società pubbliche inutili, le associazioni fasulle sostenute dalla mano pubblica! Si venda l’enorme patrimonio immobiliare di Stato. Cose note e arcinote! Ipertassare invece le rendite finanziarie è più semplice? E questo sarebbe il nuovo?

8 - La Tobin Tax sulle transazioni azionarie ha dimostrato che più si tassa e meno si investe: i risparmiatori meno abili finirebbero, in presenza di un’ulteriore stangata, per aumentare la liquidità sul conto corrente rispetto agli investimenti in fondi, Etf, obbligazioni e azioni. L’effetto a cascata sulle imposte risulterebbe drammatico.

9 - I grandi patrimoni hanno soluzioni alternative per proteggersi dagli aumenti delle imposte; le famiglie devono sopportare e pagare. Il segretario di un partito di sinistra può favorire una simile stortura?

10 - I risparmiatori italiani sono decine di milioni. Dispongono di uno strumento cui appellarsi per difendere i propri interessi: il voto! In una fase difficile, quale l’attuale, la sopportazione nei confronti di nuove tasse dirette o imposte indirette è pari a zero. I politici non lo hanno ancora capito?

photo credit: Michele Ficara Manganelli via photopin cc