Ottimisti e pessimisti a confronto. GenteMoney.it li ascolta. Questa volta parla “Mister Orso”. 

E’ il classico gioco di ogni fine anno. Far parlare i grandi della finanza e auscultare i segnali di cosa potrebbe accadere nei dodici mesi successivi. Oggi diamo la parola a uno dei maggiori analisti finanziari italiani, che ci ha imposto l’anonimato. Lo chiamiamo “Mister Orso”, come lo definiscono i suoi colleghi, perché spesso propenso a una visione negativa dei mercati: appunto “orso”, cioè ribassista.

2000, 2007 e 2014: lei sostiene che ogni sette anni si scatena una maledizione sulle Borse. Cosa prevede per il prossimo anno?

Attenda. Prima devo spiegare il passato e poi vengo al futuro. Il 10 marzo 2000 scoppiò la bolla tecnologica e i listini caddero violentemente. Nell’estate del 2007 è partito lo scandalo subprime, che poi ha comportato il crollo delle Borse nel 2008-2009. E’ quasi matematico che il fenomeno si ripeterà nel 2014, perché ormai c’è una ciclicità dei mercati.

La sua è una previsione soggettiva o basata su reali presupposti di matematica finanziaria?

Non le rispondo perché dovrei divulgare dei dati su cui stiamo ancora lavorando. Comunque non è un’opinione, ma qualcosa di più.

Perché dovrebbe scoppiare una crisi nel 2014?

Molto semplice: il volume dei prodotti finanziari cosiddetti derivati (swap, future e opzioni) supera i 650.000 miliardi di dollari, dieci volte il Pil mondiale, che assomma a 70.000 miliardi. Si è cercato di ridurne il peso, ma non ci si è riusciti. Nel 1995 il rapporto era di 3:1, ha superato i 10:1.

Lo si sa e tutto il mondo finanziario ci convive, come gli uomini convivono con malattie, virus, ecc. Ogni tanto esplodono e si trova la cura per abbatterli. Cosa c’è di tanto preoccupante?

Ha ragione e il suo esempio mi è proprio utile. Secondo statistiche attendibili la percentuale di popolazione malata nel mondo si aggirerebbe sul 15% rispetto al totale. Si tratta di malanni gravi, curabili o incurabili, e non di quelle passeggere. Se il rapporto aumentasse scoppierebbe una pandemia, cioè un contagio su larga scala. E’ quello che sta succedendo in ambito finanziario, ma non si dice.

Spieghi meglio!

Appunto c’è una pandemia da derivati, nel senso che il loro rapporto rispetto agli investimenti reali, cioè basati su sottostanti concreti (industria, servizi, agricoltura, ecc.), supera ormai il rapporto di 10:1. E si scatena una specie di peste incontrollabile, in cui nessuno è più capace di bloccare una crescita che diventa un’alterazione dei rapporti di base.

Le ripeto: perché nel 2014?

Un insieme di fattori coincidenti ci porta a credere che il 2014 sarà l’anno in cui tutto questo supererà il livello di guardia, facendo scoppiare una bolla gonfiatasi negli ultimi anni.

Come proteggersi?

Utilizzando dei derivati a copertura di questo rischio.

Sta scherzando?

No, ho voluto fornire la controprova di quanto è malato il sistema. Oggi la cura alla malattia sta nella stessa malattia. E’ la dimostrazione che qualcosa non funziona.

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