Gli attuali rendimenti offerti dai titoli obbligazionari dei Paesi emergenti sono da ritenere attraenti per il lungo periodo. Lo yen dovrebbe continuare a svalutarsi rispetto al dollaro Usa e all’euro. Le obbligazioni high yield, sia in dollari che in valuta europea, hanno migliorato il rapporto rischio /rendimento ma non possono essere definite ancora a buon prezzo. Quadro positivo infine per i titoli di Stato euro (Paesi forti come Germania, Olanda e Francia) e per le obbligazioni societarie di qualità. Sono questi  i principali spunti indicati dagli esperti di Raiffeisen Capital Management per chi investe in obbligazioni.

Ecco di seguito le indicazioni per ogni segmento di mercato.

OBBLIGAZIONI USA: netto aumento dei rendimenti dopo le dichiarazioni della banca centrale sulla politica monetaria futura 

La Fed ha decisamente scosso i mercati obbligazionari negli Usa (e in tutto il mondo) con le dichiarazioni – già molto caute – su un eventuale ridimensionamento dei suoi acquisti di bond. Come già successo più volte, si è tuttavia trattato solo di informazioni marginalmente nuove, ma sono state sufficienti per provocare un effetto importante di fronte a un posizionamento esistente ed estremamente unilaterale di molti operatori del mercato.

Le obbligazioni societarie sono finite sotto pressione così come i titoli di Stato, in particolare i segmenti del mercato più rischiosi nel comparto high yield. Dopo le valutazioni estremamente care alla fine del primo trimestre, queste obbligazioni offrono quindi un rapporto rischio/rendimento notevolmente più attraente. Non possono però essere ancora definite a buon prezzo.

OBBLIGAZIONI EUROPEE: per la prima volta dichiarazioni lungimiranti della BCE in materia di tassi d’interesse

Per i titoli di Stato in euro (Paesi forti) il quadro rimane positivo e anche le obbligazioni societarie in euro dovrebbero trarne profitto. Dopo la recente correzione, gli high yield non sono ancora “a buon prezzo”, ma senza dubbio sono più attraenti rispetto al primo trimestre. Nel frattempo, i tassi di default (insolvenza del debitore) sono tuttavia in leggero aumento. I dati per ora non sono né drammatici né preoccupanti, ma sembra essersi avviata perlomeno una certa inversione di tendenza.

TITOLI DI STATO GIAPPONE: tempi duri per la Bank of Japan

La banca centrale giapponese aveva annunciato un ingente programma d’acquisto di titoli di Stato e altri strumenti finanziari ad aprile; parallelamente a ciò, il capo di governo Abe aveva promesso ampie riforme economiche e misure per riavviare l’economia. Se si osservano solo i recenti dati economici, queste misure e dichiarazioni sembrano già funzionare bene. Ma sotto le apparenze il bilancio è meno positivo.

I rendimenti dei titoli di Stato sono saliti nettamente. Peggio ancora, sul mercato giapponese dei bond, pur sempre il secondo mercato al mondo dei titoli di Stato, è esplosa la volatilità. Di conseguenza, nell’arco di pochi giorni sono state sospese più volte le contrattazioni. Da quando hanno raggiunto il livello più alto, i corsi hanno corretto verso il basso del 20% circa. Per le obbligazioni e la valuta del Giappone questo dovrebbe significare, con molta probabilità, altri trimestri caratterizzati da forti oscillazioni.

OBBLIGAZIONI MERCATI EMERGENTI: il mare si fa più agitato…

Per ora sembra essere giunto alla fine il periodo dei forti flussi in entrata nelle obbligazioni dei paesi emergenti (EM). Questo ha colpito in particolare i paesi e le valute che a causa dei saldi negativi delle partite correnti dipendono in modo particolare dal capitale estero e di conseguenza sono soggetti a tali deflussi di capitale.

I titoli di Stato dei paesi emergenti (EM) sono finiti sotto pressione assieme ai Treasury USA – sia per via del peggioramento del sentiment di rischio globale, sia dopo la chiusura delle posizioni di carry trade (spesso finanziate con crediti in dollari USA). La conseguente svalutazione di molte valute dei paesi emergenti ha spesso comportato altre liquidazioni. Per quanto riguarda i premi di rendimento, le obbligazioni EM hanno già di nuovo raggiunto dei livelli abbastanza alti nei confronti delle nazioni industrializzate sviluppate, che si muovono vicino a quelli del 2009. Da un punto di vista relativo, questi premi di rendimento sono da definire del tutto attraenti nel lungo periodo.

VALUTE E ORO: lo yen rimane al centro dell’attenzione, nette correzioni verso il basso dell‘oro 

Un’ulteriore forte svalutazione dello yen è praticamente d’obbligo per il Giappone, e contemporaneamente è potenziale materiale esplosivo per i mercati valutari.

Le prospettive fondamentali per l’oro rimangono positive nonostante le recenti forti correzioni dei prezzi. La ripresa del trend al rialzo potrebbe però farsi ancora attendere a lungo.