E’ noto come la piattaforma web si sia notevolmente estesa negli ultimi tempi anche al settore finanziario; vuoi con riferimento ai contenuti informativi, vuoi con riferimento alle negoziazioni finanziarie e alle tecniche di trading online. “Offerenti” contenuti finanziari da una parte e “consumatori-utenti” dall’altra fanno registrare un continuo e crescente dialogo telematico anche sui temi dell’economia e della finanza.

La finanza online, infatti, comprende un’operatività connessa alla diffusione dell’informazione specializzata, alle transazioni bancarie e finanziarie in genere, al trading,  all’offerta dei servizi di investimento, ed anche alla consulenza finanziaria. Forse è utile ricordare come, in riferimento a quest’ultimo aspetto, tale servizio (la consulenza, appunto) sia ricompresa nella della normativa MIFID (Markets in Financial Instruments Directive) e quindi nell’ambito della regolamentazione dei servizi di investimento (considerati come attività riservate a determinati soggetti).

GLI ASPETTI FONDAMENTALI

E’ opportuno precisare che la consulenza finanziaria a cui fa riferimento il legislatore nazionale nel TUF (art. 1, comma 5-septies del TUF- Testo Unico della Finanza), recependo i contenuti comunitari, è quella definita come consulenza in materia di investimenti (la cosiddetta consulenza specifica) con una connotazione che fa leva su alcuni elementi tra loro connessi sui cui anche la Consob è intervenuta in  passato proprio in riferimento alla possibilità che la stessa possa essere offerta tramite sito web da una persona fisica, da uno studio associato o da una persona giuridica (Comunicazione n. DIN/9076005 del 18-8-2009).

Ne deriva la seguente caratterizzazione consistente nella “prestazione di raccomandazioni personalizzate a un cliente, dietro sua richiesta o per iniziativa del prestatore del servizio, riguardo ad una più operazioni relative ad un determinato strumento finanziario. La raccomandazione è personalizzata quando è presentata come adatta per il cliente o è basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente. Una raccomandazione non è personalizzata se viene diffusa al pubblico mediante canali di distribuzione”.

Gli elementi fondamentali sono, dunque, di natura:

soggettiva: vale a dire la personalizzazione della raccomandazione, ossia che essa sia “presentata come adatta per il cliente” ovvero “basata sulla considerazione delle caratteristiche del cliente” stesso. Tale componente soggettiva fa sì che la prestazione di semplici “raccomandazioni generali” (c.d. consulenza generale) rivolte ad un insieme di persone o comunque anche al singolo, uscirebbe dal novero dei servizi di investimento per essere qualificata, al pari della ricerca in materia di investimenti e  dell’analisi finanziaria, come servizio accessorio (art. 1, comma 6), lett. f) TUF).

oggettiva: ovvero che l’oggetto di tale raccomandazione personalizzata sia costituito da un determinato strumento finanziario. Ne deriva che l’indicazione della tipologia di strumento finanziario (azione, obbligazione o altro) senza che venga precisato nella sua specificità, configurerà semmai una forma di consulenza generica anch’essa non qualificabile come servizio di investimento (ad esempio, la tipica attività di financial planning). Tali elementi (l’indicazione della specificità dello strumento e la personalizzazione) devono coesistere congiuntamente. E’, infatti, solamente in tale contesto che si potrà parlare di consulenza (specifica) definita e regolata come servizio di investimento.A tali condizioni, pertanto, anche la consulenza prestata attraverso un sito web – mediante l’invio di e-mail o sms – sarà regolata dalla disposizioni di legge in materia di servizi di investimento.

Diversamente (la Consob lo precisa) lo svolgimento via web di un servizio di trading o di asset allocation (strategica e tattica) privo del carattere della personalizzazione non potrebbe configurarsi come servizio d’investimento riservato. Sotto questo profilo il servizio potrebbe essere svolto, previa sottoscrizione di un apposito abbonamento e rilascio di una password di accesso al sito, a favore di “un pubblico di risparmiatori indistinto, di cui non si tiene conto delle caratteristiche di adeguatezza dell’operazione consigliata”.

QUALE OPERATIVITA’

L’Organo di vigilanza evidenzia due fattispecie.

1 -La prima, consistente nell’offerta al cliente “con carattere di continuità,…. di segnali operativi discrezionali o generati da appositi trading system aventi per oggetto specifici e ben individuati valori mobiliari e strumenti finanziari……, indicando specificatamente il prezzo d’acquisto o di vendita, lo stop loss, il target profit”. Il cliente potrebbe, inoltre,  ottenere: report sull’andamento dei mercati, di singoli valori mobiliari e strumenti finanziari, quotati e non, attraverso l’utilizzo dell’analisi tecnica e fondamentale; consigli, analisi e raccomandazioni su operazioni già effettuate dagli abbonati; valutazioni, analisi,giudizi, consigli su qualsiasi prodotto finanziario, anche di natura assicurativa, di natura strutturata o altro, presente sul mercato nazionale ed internazionale; risposte a eventuali quesiti dei soggetti registrati”.

2 – La seconda fa invece leva su un’attività configurabile come: asset class strategica, basata sull’indicazione di “portafogli modello” suddivisi in base alla tipologia di rischio (basso, medio, elevato), e con l’indicazione dei pesi e delle specificità di ogni attività finanziaria; asset class tattica, attraverso il monitoraggio continuo del portafoglio nel cui ambito eventualmente apportare eventuali modifiche di natura tattica.

In conclusione, il ricorso ad Internet per lo svolgimento di servizi di investimento (in particolare, la consulenza in materia di investimento), pur richiedendo modalità di utilizzo connesse alla particolare natura tecnica del mezzo di contatto con la clientela, non può prescindere dall’osservanza delle regole e della disciplina previste per l’esercizio dell’attività di intermediazione finanziaria.

Roberto Lenzi – Avvocato, Lenzi & Associati

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